Altre poesie

Buongiorno

Sulla soglia mi affaccio
della coscienza
a misurare un cielo
di apparenze distinte.

 Altro non c’è per ora
che l’inganno dell’Io,
del pensiero,
di Dio.

Quando tornerò in casa
tutto resterà altrove.
Restituirò le idee
con l’ultimo buongiorno.

5 ottobre 1988

Cantano le tue mani

Cantano le tue mani intorno al fuoco
canzoni un po’ assonnate.
Tramestio di stoviglie.
Casalingo
mattutino d’estate.
16 dicembre 1988

 

Invito

 
Rompe la nave il mare,
bianco di spruzzi il cielo e di gabbiani
e tu che dietro il sole mi sorridi
mi inviti all’orizzonte,
ad altri lidi.
6 gennaio 1989

 

Speranza

 
Sul relitto di un sogno
mi sorride lontano,
fanciulla,
una speranza.
Io sto seduto,
aspetto
che la mia sorte venga alla deriva.

 

23 febbraio 1989

Accanto il fiume

 

Per ora andare sulle zolle verdi
al passo grave dei cavalli
accanto il fiume
e non importa se già vedo il mare.

5 marzo 1989

 

Amore in paradiso

Come per sortilegio tu venivi,
scivolavi dal sogno nella vita
e mi chiamavi nel mistero azzurro
del tuo sorriso,
facevamo l’amore in paradiso.
14 giugno 1989

O Sardus Pater

(di ritorno dalla Sardegna)

Prima le pietre,
idoli
dalla gran madre partoriti
al Sole
onnipotente
sui selvaggi campi di mirto.
Pietre
dalla pietà raccolte
dell’uomo antico
a farne muri
e ovili
e cattedrali
al Padre Sardo.
Pietre
viola di luce e penitenza,
scavate come i volti dei pastori,
dalla fatica dei millenni,
arse
dal vento vivo della costa
e vive anch’esse
come lane di greggi
sul respiro dell’erba in riva al mare.

Poi il pianto acuto dei gabbiani
sopra le rocce emerse
di cupo azzurro
alla coscienza
pigra
del giorno.
E la danza più lenta del rapace
intorno al sole
accecante
alla soglia del nuraghe
del re pastore
che dal buio
freddo di pietra,
o Sid Arrir Babay,
o Sardus Pater,
si affacciava alla tua benedizione.

6 gennaio 1990

E tu non dire

 

E tu non dire,
stammi solo accanto,
stammi accanto con l’anima e il respiro
dimenticando il corpo sul mio fianco.

27 maggio 1990

Dal profondo

 

Dal profondo notturno
la mia voce
porta messaggi oscuri.
straniera la tua lingua
parla di cose.
Aspetta,
il giorno ancora non comanda il mondo.

18 luglio 1990

Andar per mare

 

Andar per mare con la prua nel vento,
la vela bianca tesa contro il sole,
la musica dell’acqua
e il cigolare
lento del legno
sulle tue parole,
la tua mano sugli occhi
ed il lamento
ma già lontano
del mondo che duole.

26 gennaio 1994

Buddha

Non c’è più inferno
non c’è paradiso,
solo un’ombra di luce sul tuo viso,
la morte che dissolve in un sorriso.

Giugno 1994

Perché non vieni?

Perché non vuoi tradire questo amore
di cementi infuocati e di metalli
acuti e scoppiettanti
di fumo grigio e di assurdo rumore?
Perché non vieni come me sul monte
a udire il vento ed ascoltare il canto
degli uccelli che parlano col vento.
Anche la voce umana è come il vento:
la puoi sentire ma non ascoltarla
se non ascolti insieme il tuo silenzio.

15 luglio 1994

Dietro le spalle il mondo

 

Dietro le spalle il mondo
e dalla soglia
sorridendo voltarsi a riguardare,
come un amante che ha spento la voglia
e il navigante che saluta il mare;
come dal ramo si stacca la foglia
che il vento culla e non vuol più posare.

2 ottobre 1994

La saggezza degli altri

ai miei figli

Nell’orto della vita
ha seminato il vento
e gli alberi più belli
han dato frutti amari.

Tu prendili se vuoi.
Se dalla vita impari
per te saranno dolci i frutti amari.

Quelli più profumati
stanno sotto le foglie,
li scopre il vento e l’uomo li raccoglie.

La saggezza degli altri
Il vento l’ha rapita.
Sempre diverso è l’orto
e unica la vita.

19 luglio 2003

 

Cantami una canzone sorridente

 Non voglio una canzone appassionata
come la ribellione dei vent’anni
desiderio di febbre e dolci affanni
non voglio una canzone appassionata

una canzone fatta di sospiri
come erano a vent’anni i nostri amori
voglie negate e inutili languori
non voglio un canto fatto di sospiri.

cantami una canzone sorridente
per allietare ma senza dir niente,
cantami una canzone spiritosa
per festeggiare ma non sai che cosa
cantami una canzone spensierata
per salutare una bella giornata.

11 agosto 2003

Vedrai

Vedrai che il mondo non tramonta a sera
quando i morti si levano dai rami
e vanno all’orizzonte in lunga schiera
per nascondere il sole con le mani.

22 gennaio 2004

Carpe diem

Come il tramonto è l’alba
e quale il primo appar l’ultimo raggio,
il sole non ricorda il lungo viaggio.

3 febbraio 2004

Andar per cose

 Andar per cose rovistando il mondo
modellando al capriccio la natura
sorridendo agli opposti per paura
di non girare più col girotondo.

7 febbraio 2004

Prima che il gallo canti

Prima che il gallo canti
si può lasciare,
Pietro,
il fardello del giusto,
la vigilanza
eludere
della coscienza,
l’imperfezione
vivere
innocente del sogno.

Prima che il gallo canti
si può dimenticare
la logica
spietata
della nostra salvezza,
riposare la mente
dal giudizio,
che tutto pesa,
della parola onnipotente.

Prima che il gallo canti
si può non ascoltare,
Lazzaro,
la chiamata di Dio.

9 Marzo 2004

68° compleanno

 Forse una vita inutile ho vissuto
girando intorno al punto di partenza
arrampicato sulla mia coscienza
in attesa del prossimo minuto.
Ma la vita non va presa sul serio
si piange e ride e non succede niente
come d’agosto una stella cadente
si spegne prima del tuo desiderio.

8 Maggio 2004

Il sorriso del saggio

 Verde d’azzurro l’onda di burrasca
muove la nave cieca alla deriva.
S’agita l’uomo, il mare lo conduce
e il sorriso del saggio benedice.

15 maggio 2004

Viaggio

Andrò per mare e non vedrò più terra
né morte, né miseria né tiranni
non più miti e illusioni, non più inganni
lo spettacolo triste di ogni guerra.
Ma i topi, quelli ancora ci saranno,
aumenteranno giorno dopo giorno
divorando la nave a me d’intorno
in altri abissi mi trascineranno.
In fondo al mare non udrò più niente
i giorni sempre uguali passeranno
e i pesci con lo sguardo mi diranno
che il paradiso è solo nella mente.

29 maggio 2004

Dal monte

Morte non temo
ma l’idea di morte
che s’affaccia
impudica
dietro gli angoli lieti della vita
e al panorama delle sue promesse
aggiunge un forse.
Come Mosè dal monte
io guardo
e sono altrove.

20 giugno 2004

Passano gli anni

 Passano gli anni della nostra vita,
memorie blande di inutili cose,
vani confronti, cure dolorose
per una rosa che presto è appassita.

Ma tu lasciati andare alla corrente
godi la schiuma dei tuoi desideri
e non frenare l’onda dei pensieri
che vanno via veloci verso il niente.

6 luglio 2004

In morte di Yasser Arafat

Addio per sempre mister Palestina
volto stracciato dell’umanità
pianto d’agnello o di rabbia ferina
braccio violento della povertà
vittima di una vittima assassina
della nostra presunta civiltà.
11 novembre 2004

Al funerale di Alessandro

Che va cercando il mondo
tra le fredde mura di un tempio?
Luce nel buio della nostra morte,
un calore di canti e di bisbigli
e profumo di ostie, incenso e gigli,
un uomo in croce
ed un bambino in braccio
a una madre che piange e che sorride
e intorno a noi spezzare questo ghiaccio.
Ma Dio non c’è, nessuno è mai risorto
e ricordarti è l’unico conforto.

5 gennaio 2005

Il mio fiore

Una misura in più portavi in cuore,
fratello che volevi farti amare,
fiorentino nel gesto e nell’umore.

Una misura in più nel tuo vociare
allegro e quieto in fondo all’improvviso
quasi volessi farti perdonare.

Tutti abbracciavi con il tuo sorriso
arguto e scanzonato dietro il velo
di un affanno remoto sul tuo viso.

Io che non spero rivederti in cielo
al tuo ricordo porterò il mio fiore,
ma è solo ai vivi della morte il gelo.

Una misura in più portavi in cuore
fratello che io amavo e che hai lasciato
una misura in più nel mio dolore.
23 gennaio 2005

Al cimitero

Pallidi marmi che più il sole imbianca
ma non risveglia ai giochi della vita,
perché mi dite che la sua è finita?
Perché mi dite che la mia è già stanca?

A ognuno noi diciamo la sua sorte
e ancora mai nessuno l’ha capita:
la vita gioca sempre con la morte
e nessuna guadagna la partita.
I pensieri si perdono nel niente
ma una tua mente non è mai esistita,
come l’acqua non vien dalla sorgente
e si perde nel fiume della vita.
31 gennaio 2005

Qualia

(omaggio a Gerald Edelman*)

 Viene il mattino
e l’universo accende
di colori, di forme
e di linguaggi
arcani e noti
che il cervello compone
e partorisce
a una falsa evidenza.
Viene il mattino
e la memoria rende
degli oggetti d’intorno
e degli affetti,
dalle tenebre scioglie
la mia luce
e la terra dal cielo
e rivedo le piante
e gli animali
egli uomini e le cose,
fin quando il buio l’armonia sospende
di questo mondo che la mente suona.

*”Uno dei processi fondamentali nel cervello superiore è la capacità di
effettuare categorizzazioni percettive, di ‘decifrare’ il mondo. Tale
capacità permette a un animale di suddividere il mondo dei segnali
provenienti dal corpo e dall’ambiente in sequenze che danno luogo a
comportamenti adattativi” (
Gerard Edelman, premio Nobel per la Fisiologia
e la Medicina nel 1972, citazione tratta dal volume “Più grande del
cielo”, Einaudi 2004).
Marzo 2005

Coscienza

(omaggio a Gerard Edelman*)

Dalle infinite pieghe
del mio universo
emerge
il sentiero obbligato.
Solo una luce illumina il cammino:
son io quel lume
e la mia storia è data.

* “La coscienza è una proprietà dei processi neurali e date le leggi della
fisica non può esercitare essa stessa un’azione causale nel mondo”
(Gerard
Edelman, premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1972, citazione
tratta dal volume “Più grande del cielo”, Einaudi 2004).
Marzo 2005

L’oriente è sempre altrove

L’oriente è sempre altrove, amore mio:
l’avventura di un luogo immaginato,
la memoria sognata del passato,
il cielo quando ancora c’era Dio.
25 Marzo 2005

Laude di Maggio

 Limpido Maggio che rallegri il mondo
col sorriso dei prati e dei giardini
e lo sciamare lieto dei bambini
felici di un eterno girotondo,
benedetto sei tu fra tutti i mesi
per il profumo che doni alla rosa
e fa d’ogni ragazza la tua sposa
finché d’amore sian tutti sorpresi
e benedetto per la vita nuova
che intenerisce tutta la natura,
il frutto acerbo al tuo sole matura
per regalarlo a chiunque lo trova,
ma più beato per la gioia antica
di questa rigogliosa primavera
che la giornata allieta fino a sera
con la promessa di una notte amica.
15 Maggio 2005

Sognare forse

Sognare forse e poi riaddormentarsi
ma senza sogni per l’eternità:
questa è la vita e a quel che mi riguarda
la sola misteriosa verità.
19 luglio 2005

La buona vita

Fugge la vita, l’universo ride
di questo vano misurar le cose
e pesar l’ombra ed inseguire il vento.
La buona vita conta, il resto è fumo.

La buona vita che nulla si attende,
dona ed accoglie con lieve coscienza,
ama il piacere ma può fare senza,
tutto ricerca, da nulla dipende.
La buona vita che passa nel mondo
senza affrontare col mondo una sfida,
ascolta tutti, a nessuno si affida,
fino alla morte in un sonno profondo.

Fugge la vita, l’universo ride
di questo vano immaginar l’eterno
e il paradiso e il fuoco dell’inferno.
Questa è la nostra vita, il resto è fumo.
17 settembre 2005

Nostalgia di futuro

 Giorno verrà, se tu me lo rammenti,
che torneremo a quel villaggio antico
verde di boschi e bianco di conventi
dove il viandante è atteso come amico

dove il grido è soltanto degli uccelli
e il lamento notturno delle volpi,
gli abitanti si chiamano fratelli
e la campana sola batte colpi,

dove regna rispetto e cortesia
e il saper fare ciò che si conviene,
dove la terra non è tua né mia,
non ci son premi e non ci sono pene,

dove governa sola la saggezza
e ministro vuol dire servitore,
per ammonire basta una carezza
e si obbedisce solo per amore

dove il piacere è sempre condiviso
e ognuno porta il peso del vicino,
dove si fa l’amore col sorriso
e il saluto si fa con un inchino,

dove ciascuno aiuta ed è aiutato,
ciascuno chiede e ciascuno è servito
e a chi con buona volontà è arrivato
nessuno chiede da dove è partito.

Ognuno dona ciò di cui dispone
e ognuno ottiene secondo il bisogno,
chi sbaglia ammette che non ha ragione
e la ragione non è solo un sogno.

Tutti sono filosofi e poeti
e ognuno cerca dall’altro consiglio
non ci son gradi e non ci son divieti
non conta il nome né di chi sei figlio.

Ognuno sa che vuol vivere in pace
non si affida a una sola verità,
e dei misteri della vita tace
o ragiona con gli altri in umiltà.

Non lo rammenti? Allora l’ho sognato
oppure quel villaggio è dietro un muro
e me lo sono solo immaginato
confondendo il passato col futuro.
15 febbraio 2006

Tramonto sardo

Fammi tornare a quella spiaggia bianca
le valli azzurre navigando
alla debole brezza di quel mare
profumata di mirto
e lì un poco sostare
all’ombra delle rocce vespertine
rosse di sole e fichi d’india in fiore
e quella dolce musica dell’onda
riposando ascoltare.
10 maggio 2006

Il caso e la necessità

Un fiore di pesco
caduto
tu dici cresciuto
nel nostro giardino di rose.
Caduto
però non so quando
cresciuto
però non sai come,
quel fiore di pesco
rivela,
io dico nasconde,
l’assurdo mistero di vita
che anima il mondo.
maggio 2006

In principio era il Verbo

(a Raimon Pannikar,provando a dire in versi quello che la teologia ecclesiastica non perdona)

In principio era il verbo che la mente
volle per nido
e dal silenzio trasse il primo grido.

Aprì lo spazio, il tempo ed alla mente
donò coscienza,
al mondo delle cose differenza.

Misteriosa uguaglianza del creato
con il creatore
e sono il Padre, il Figlio e il loro amore.

La vita eterna è questa, che non chiude
l’uomo nell’Io
e non attende in paradiso Dio.
3 luglio 2006

Respiro

Pensare
soltanto
quel soffio leggero
inspira ed espira
quel soffio leggero
null’altro
sentire
che quello
inspira ed espira
quel soffio leggero
cullarsi
con quello
e volare.
settembre 2006

Perfetta letizia

Quando il dolore è una fatica muta
che non ha volto per il tuo vicino
ricordati di andare a capochino
sorridendo per grazia ricevuta.
Chi sempre attende dagli altri conforto
sarà contento quando sarà morto.
4 ottobre 2006

Per i ragazzi violenti di Napoli

Ridate loro una ragione amica
che liberi i pensieri nella mente
e cancelli dal cuore la fatica
d’una guerra feroce per il niente,
la fatica di vincere o morire,
di possedere per essere amati
cacciare per non essere braccati
distruggere per non saper che dire.
novembre 2006

Lamento

Musica dolce di belle parole
che non intendo se non per la voce
come il sussurro del fiume alla foce
cede al lamento d’un vento che duole,
si arrende all’eco dell’onda selvaggia
che annuncia l’ora dell’ultima spiaggia.
novembre 2006

Resistere

In cuor mi offende ancora l’arroganza,
inutilmente ostile alla ragione,
che vedo attorno
e trova ovunque complice uno sguardo
rassegnato e impotente.
Io non mi arrendo.
Finché potrà resistere il pensiero
Avrà una voce.
Aprile 2007

Vendi e fuggi

Devono averlo udito
in qualche luogo remoto del mondo
quello che si racconta da queste parti,
che gli ultimi saranno i primi.
Per questo sono arrivati
chiedendo del paradiso
o più modestamente
di un modo per campare la vita.
Mercanti abusivi,
ai piedi del castello dei papi
depongono merci abusive.
Borse, cinture, occhiali,
dischi copiati
sull’asfalto posati
come stormi di uccelli sui rami,
pronti a fuggire
al primo grido del falco.
Come faranno a venderle
tutte quelle borse uguali,
si chiede la gente.
Invadenti, fuorilegge, arroganti.
Ma sono i poveri.
Ma sono gli ultimi.

21 Aprile 2007

Come una fiamma al vento

Come una fiamma al vento il tuo calore
Inventa e brucia sentimenti erranti,
guizzanti lingue di allegro furore,
giochi di bimba e improvvisati amanti
d’un tratto ghiaccia e libera dal cuore
cenere fredda.

Aprile 2007

Lontano e vicino

Quando non mi vedrai più sulla vetta
Starò scendendo giù dall’altra parte
Lungo il sentiero che conduce a valle
Di roccia in roccia saltellando in fretta
Per giungere furtivo alle tue spalle
E baciarti sul collo.

31 maggio 2007

 Pellegrinaggio

Tornar vorrai per rivedere il colle
della tua giovinezza pellegrina,
accarezzare ancora l’erba molle
per la fresca rugiada mattutina,
ritrovare il profumo delle zolle
e la sorpresa d’una stella alpina,
il fracasso nemico delle folle
allontanando almeno una mattina.

Castelrotto, 10 agosto 2007

 

Ma è solo mare

Fermati e guarda
l’onda bugiarda:
“Io sono l’onda che nasce dal mare”.
Ecco che appare
per un momento
ma è solo vento,
corre e si spezza
ma è solo brezza,
muore e scompare,
ma è solo mare.

22.8.2007

Metanoia

Dal viluppante intrico di follie
E disperate recite di morte
Che chiude ovunque un orizzonte amico
Non Dio potrà salvarci né la sorte
Né questo dolce fingere di niente.
Ci salverà trovare nuova mente
Che induca l’uomo a prendere altre vie.

26.10.2007

Polvere di stelle

Ma sono anch’io una polvere di stelle
che danzano minuscole nel vuoto
d’un eterno infinito?
Penetrando lo spazio
non più forme
né materia
trovo distinta
Non più avverto pensieri
o sentimenti
ma la magia di un moto misterioso
di particelle.
E la mente si perde in quel mistero.

2.11.2007

L’annuncio

Straniero è il corpo,
l’anima sorpresa.
Pensieri oscuri covano l’annuncio
Che mi viene dal ventre
Di una vita mortale.
“Per te come per tutti”, è il suo memento.
Verrà l’ora ed è quella.
Che il sorriso del saggio
Accolga quell’annuncio
E mi dia pace.

19.11.2007

Un piccolo incidente

A mente fredda medito
Corrispondenze astratte di valori
Deduzioni mirate
Statistiche aggiornate.
Ma un ricordo remoto
Mi ha detto cosa fare.
Un piccolo incidente
Mi ha costretto a sbagliare.
E’ bastato uno sguardo
A farmi innamorare.

21.11.2007

Sulla speranza

(dialogo notturno)

Passa la vita come questo treno
Che fischia nella notte e fugge via
Col suo carico ignoto di pensieri
Trascinati dall’ansia del domani.
Condannati che vanno e non sai dove.
Tu come loro cerchi all’orizzonte
Il conforto dell’alba.
*
Troverò l’alba e mi darà conforto,
vedrò i pascoli rosa del mattino
con le schiere degli angeli assonnate
nei dintorni di Giove.
La mia speranza è un sentimento vano
Quanto profondo: io sarò immortale.

3/6.12.2007

Luna del mattino

Vergine bianca,
luna del mattino,
memoria ambigua di un altro mio mondo,
dove le storie non hanno mai tempo
e l’esistenza si perde nel sogno,
perché continui a sorridere in alto
se mi affaccendo per piccole cose?
Così comanda la luce del giorno
Che in questo mondo si dice REALTA’.

22.12.2007

In mei memoriam

Non mi varrà la fortunata sorte
Del mio consiglio al termine dei giorni
Quando sarà chiamato anche il mio nome
All’entrata del nulla.
E deporrò la veste e la parola
E quanto ho ricevuto
Restituirò alla vita in mia memoria.

10.1.2008

Senza titolo

Foglia secca d’inverno
Che il vento soffia trascinando a valle
Il destino compiuto di una vita.

18.2.2008

La corrente

Non ha remi la barca e scende sola,
scansando i sassi, lungo il mio torrente.
Io soffio sulla vela e mi consola
Che a trascinarla è solo la corrente.

16.3.2008

Oriente Istànbul

Oriente Istanbul, dal profumo antico
Di memorie nascoste ed infantili
Nostalgie di mistero.
Poesia di mondi ignoti e d’una eterna
Decadenza fatale.
Altrove mai raggiunto e conquistato
Dell’impero del sogno.
Resta tale.

20.3.2008

Fratello Sole

Fratello sole, che rinnova il giorno
e ridona i colori della vita
bene dicendo che non è finita
per ogni cosa che gli muove intorno,
lodata sia la pazienza infinita
di questo moto che insegna le ore
e accompagna la gioia col dolore
per regalare a tutti una partita,
celando a ognuno il tempo e la fortuna,
così da conservare la speranza
di ritornare, dalla nostra stanza,
a godere il sorriso della luna.

24.3.2008, lunedì di Pasqua

Il vecchio e il nulla

 Vidi quel vecchio in cima alla collina.
“L’anima – disse – è ciò che hai perduto
ma se la cerchi il cammino hai compiuto,
guardati attorno e la vedrai vicina.

“L’anima è il mondo che ora hai creato,
l’anima è l’aria che ora respiri,
il bene e il male ovunque ti giri,
dove è la grazia e dove il peccato.

“L’anima è il corpo che vivo rimane,
la vita eterna ha i confini del mondo,
dell’aldilà sono favole vane.

“La verità è il tuo mistero profondo
che può scoprire soltanto il silenzio.
Nulla io dico, ma nulla nascondo”.

9 settembre 2008

Quello che resta

 Nessuno può far tutto e lo si vede,
Cristo non c’è se non povero cristo,
Dio non ascolta ma resta la fede.

Ognuno soffre al chiuso di una stanza,
volge lo sguardo al di là delle nubi,
del cielo resta ancora la speranza.

Nessuna grazia cancella il dolore,
nessun dolore proibisce la gioia.
Se Dio non c’è, resta ancora l’amore.

13 settembre 2008

Con i tuoi occhi

Come vorrei, Valerio, bimbo mio,
rivedere la vita coi tuoi occhi,
creare con lo sguardo come un dio,
toccare il mondo come tu i balocchi,

svegliare tra le lacrime il sorriso
illuminando tutto l’universo
e fugare le nubi dal mio viso
con l’innocenza che un dì abbiamo perso.

Vorrei guardare tutti con stupore,
come chi ha solo voglia di capire
e non sa, se v’è stato qualche errore,
che ci sarebbe molto da ridire.

Ma quando son noiosi e petulanti
strillare anche col nonno o con la zia,
perché i bambini non sono dei santi
e non sanno cos’è l’ipocrisia.

 Novembre 2008

Preghiera pagana

O madre acqua che porti la vita
spegni nell’uomo l’istinto di morte,
bagna le polveri della violenza
che non divampi mai più sulla terra,
battezza i cuori nella purezza
perché conoscano la fratellanza,
piova sui deboli la tua alleanza,
scenda sui forti la tua giustizia
e salva i popoli dall’arroganza.

15 gennaio 2009

Una speranza

Voli di corvi lungo l’arenile
di una costa remota
chiudono alla promessa l’orizzonte.
Non resta che vagare tra gli scogli
di fantasie perdute
e gusci frantumati di conchiglie
prima che arrivi nuova una speranza.

21.3.2009

Salmo

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

(Non lo ricordo) so che un tempo esplose

dal silenzio notturno quella luce

ed ero cosa anch’io fra le altre cose.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

Poi dal silenzio venne la parola

e fui polvere, pianta ed animale

nulla sapendo del bene e del male.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

Vedevan gli occhi, toccavan le mani,

il mio universo era dentro la culla,

intorno a me c’era il tutto ed il nulla.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

Con l’universo cresceva la mente,

immaginando di essere Io,

dimenticando che tutto era Dio.

Altro luogo non c’è per Dio che l’uomo.

 25.3.2009

Amaro calice

(alle vittime del terremoto)

Saperci fare
con le parole
ma c’è il dolore
che bussa
e chiede
MUTA
una ragione.
Non di soli teoremi vive l’uomo.

31.3.2009

Parli di mente

Parli di mente, la chiami coscienza.
Soltanto un punto sei di spaziotempo
da cui passano geni ed esperienza.

L’altro ti ha fatto. Tu non ti appartieni.
Libero sei come libero è il caso,
vai controvento ma dal vento vieni.

Come le nubi degli storni neri
che l’autunno fioriscono di voli
così la vita, così i tuoi pensieri.

22 aprile 2009

Vanitas

Lento affondava il passo nella neve
e dove andava neppur lui sapeva.

“Trova chi cerca e chi trova riceve”,
gridava, ma che cosa non diceva.

Dal cielo nevicava lieve lieve
lungo il cammino, indietro si volgeva.

Svanivano anche i buchi nella neve
che aveva fatto e su quelli piangeva.

7.5.2009

Attimo cosciente

Dal nulla al più nulla

scintilla nel buio

il nostro frammento di vita,

coscienza di un attimo fuori dal tempo.

Il resto è memoria o silenzio.

15.9.2009

Una fede laica

Uomini siamo credenti

necessariamente

al di là di ogni aldilà,

al di là di ogni religione.

Non contro la ragione

è la fede

che ad essa si accompagna

per una sola vita

nell’avventura senza limiti

della ricerca.

23.9.2009

Vecchiaia

Perché continui ancora a rimirare

quel buco nero giù in fondo alle scale,

non c’è nulla in quel buio da guardare,

bada ai gradini per non farti male.

12 ottobre 2009

Che so,io?

Che so, io, per mostrarti

dove passa la verità?

Forse è passata accanto,

confusa tra la folla dei pensieri.

Coscienza è la compagna

che ti ha distratto.

A lei resta fedele.

Nessuno è tradito

da chi non ha tradito

la sua coscienza.

21 ottobre 2009

 

Quella fine che vedo di lontano

Quella fine che vedo di lontano

venirmi incontro con lieve sorriso

vorrei che mi toccasse piano piano

come bacio di donna sul mio viso,

come bacio di pace sui miei occhi

stanchi davanti al mondo delle cose

e togliere lo sguardo dai balocchi

verso il lettino in cui mamma mi pose.

14 novembre 2009

 

Giochi proibiti

Quanti di voi conoscono le scale,

nipoti miei cresciuti nel duemila

in ascensore per non farvi male

gingillando un giochetto con la pila,

quanti di voi conoscono il piacere

di salire affannati fino in cima,

scivolare di pancia o di sedere

e ritrovarvi sul punto di prima?

Nipoti miei cresciuti nel duemila

videogiocate pure con la pila,

ma per provare una vera emozione

funziona meglio l’immaginazione.

23 novembre 2009

Ti Gi Min

Grigio di serpi un orizzonte vano

di parole vendute

offre allo spettatore il quotidiano

minuetto di servi

che disperando tento di smentire.

12 dicembre 2009

Controvento

Cadere controvento è il tuo destino,

rialzarti e proseguire il tuo cammino,

rialzarti e ricadere fino a sera

per ritrovare quello che non c’era,

cercando altrove quello che hai già avuto,

la vita che volevi e che hai vissuto.

25  febbraio 2010

Momento magico

Come vorrei sui monti ritornare

dov’è l’aria pulita del mattino,

ritrovare con te l’aspro cammino

profumato di sogni e d’erbe amare,

salire in cima fino all’orizzonte

di una terra promessa sconosciuta,

soltanto nostra fin quando è perduta

nella discesa ripida dal monte,

in un momento immaginare il mare

e con la vela al vento l’avventura

di nuove meraviglie da esplorare

a te abbracciato fino a quando dura

questa bellezza che fiorisce intorno

e della morte ignora la paura.

25 marzo 2010

La nuvola*

Un vento grigio curva l’orizzonte

di chiarezze infantili

di apparenze

di passate esperienze.

C’è una nuvola in cielo

che prende in giro il mondo.

Io ancora mi nascondo

e faccio vani

piani per l’indomani.

19 aprile 2010 (in queli giorni una nuvola di ceneri eruttata da un vulcano islandese, trasportata dal vento, bloccò per diversi giorni il traffico aereo in gran parte del mondo)

Non accade niente

Quando il pensiero evapora dal sogno

e dai fantasmi libera la mente

soltanto allora avverte chi ha bisogno

di verità che non accade niente

se non la vita eterna delle stelle,

e noi con essa, che muta e rinnova

né sa che dentro questa nostra pelle

qualcosa cerca quel che mai non trova.

25 aprile 2010 (festa della liberazione)

Quante parole vuote

 

Quante parole vuote,

che sfiorano la mente

scivolando nell’aria

inutilmente.

Meglio sarebbe udire

una parola sola:

si accende nel silenzio

e ti consola.

Così il nome di un dio,

dal mistero fiorito,

prima che venga detto

è già appassito.

maggio/giugno 2010

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