Epigrammi
Vecchia fiamma
Nel prato dei ricordi c’è il tuo fiore,
io ci passo davanti ogni mattina,
lo vedo da lontano, lo saluto
e il mio cane ci fa una pisciatina.
20 giugno 1989
Lavori in corso
Freddo er metallo rosica er cervello,
se porta appresso un seguito spietato
de corpi,tonfi, zappe e scricchiolii,
eccoli! Un accidente che ve pij|
22 giugno 1989
Un pollo all’inferno
Ho sognato l’inferno,
che c’incontravo un pollo.
“Mi dispiace – diceva -
non puoi tirarmi il collo.
Io qui mi trovo bene,
il caldo è poca cosa
rispetto alla cucina
della tua dolce sposa”.
21 luglio 1989
M.I.T.
Rapidi astratti gesti
che fondano teoremi
sui destini del mondo.
7 novembre 1989
Investimenti sicuri
In Borsa non investo,
mi compero piuttosto
quella dell’acqua calda
e sono a posto.
Vita mondana
Proprio una bella festa.
Ho un po’ di mal di testa.
Rincaso di buon’ora.
Porga distinti ossequi alla signora.
Rivoluzione al Trionfale
Cantavo un inno, non me ne vergogno,
cantavo un inno a voci sgangherate.
Ora dalle riviste patinate
Mi dicono che è stato un brutto sogno.
Giù in strada, ieri, accanto ad una fossa
hanno piantato una bandiera rossa.
C’era un cartello, ma un cartello strano:
“Lavori in corso per il gas metano”.
“Visto dotto’? C’è scritto sul giornale:
Traffico: rivoluzione al Trionfale”.
5 aprile 1992
Alternative
Non so. Non posso.
Se non so, comando.
Non so. Non posso.
Se non posso, dico.
Non so. Non posso. Non comando.
Vivo.
Non so. Non posso. Non so dire.
Taccio.
31 maggio 1992
Transizione
Barcamenarsi intanto
in attesa del vento.
Quanto più mi arrabatto
tanto peggio mi sento.
Novembre 1993
Pensieri come nuvole
Pensieri come nuvole
in un cielo di niente:
vedi se c’è qualcosa
che vuoi tenere a mente.
Vedi se c’è qualcosa
che val la pena udire
prima di dover scegliere
fra ridere e morire.
23 dicembre 1993
In memoria
E quando anche il mio salmo
sarà finito in gloria
seppellite la salma
nel campo di cicoria,
cuocetela in padella
con il peperoncino
e bevete in memoria
un bicchiere di vino.
24 dicembre 1993
Io vidi un giorno un fiore
Io vidi un giorno un fiore
che nasceva in un prato
che odorava di viole
che colse un avvocato
che vendeva parole
a un cliente sbadato
che comprò due pistole
in un supermercato
e sparò contro il sole
che illuminava il prato
dove nasceva un fiore
e morì un avvocato.
5 gennaio 1994
Uno per tutti
Uno per tutti,
tutti per me.
Voi fate i sudditi,
io faccio il re.
Voi fate i servi
io faccio il padrone
perché so scegliermi
le cose buone.
E se mi riesce riempirmi la panza
chi se ne frega dell’eguaglianza.
Dicembre 1993
Il verme
Strisciare per adesso
sorrisi da commesso
chiacchere senza nesso
quanto basta di sesso
la paga per il lesso
la moquette nel cesso
la gloria di riflesso
e una statua di gesso:
era furbo e non fesso.
Gennaio 1994
In pensione
Altro non ti so dire
se non questo:
ho pagato la vita,
aspetto il resto.
Gennaio 1996
Karlovy Vary un dì
Karlovy Vary, un dì
potrai vedermi ancora,
accompagnato dalla mia signora.
Verrò di Carnevale,
se il tempo lo consente
e se potremo finanziariamente.
Due bei bicchieri d’acqua
che sia abbastanza buona
(i due bicchieri li porto da Roma).
Al concerto nel parco
ci andremo la mattina,
sperando di trovare una panchina.
15 febbraio 1994, martedì grasso
Aspirina
Svegliarsi all’alba di un giorno di festa
con una punta di mal di testa.
Pensai che forse sarebbe passato
con una punta di bicarbonato,
ma quando a letto ti sei avvicinata
ho detto: meglio con un’aspirina.
20 febbraio 1994
Ognissanti ‘94
“Che cosa avranno mai da festeggiare,
con tutto quello che succede al mondo!
Se si dessero invece un po’ da fare
potrebbero aggiustarlo in un secondo.
Tutti quei poveracci giù a pregare
e loro qui che fanno il girotondo.
Karol, mi senti? – borbottò il buon Dio -
festa di tutti i santi meno io”.
Non così triste
Non così triste vorrei il tuo sorriso,
non così allegra la gente d’intorno,
non così insipido il piatto del giorno,
non così freddo questo paradiso.
10 gennaio 1995
Me piace o’presepe
Natale…
…Presepe
Natale di nome,
Presepe il cognome.
La festa mi piace
Commossa e vivace
Chi canta e chi tace
Chi balla e chi giace
Il pollo alla brace
Il Papa e la pace,
ma più di ogni cosa
mi piace Natale,
me piace o’Presepe,
mi piace Natale Presepe.
25 dicembre 2003
Oggi mi annoio
Oggi mi annoio
Domani non so
Avrei un po’ da fare
Ma voglia non ho
Oggi mi annoio
Domani chissà,
può darsi sia meglio
una casa in città.
Oggi mi annoio
Domani vedremo
Ma in televisione
C’è solo SanRemo
Oggi mi annoio
Domani non so,
se prima non muoio
qualcosa farò.
Febbraio 2004
Allora mi avvio
(la canzone di Amelia)
Allora mi avvio
addio
amore mio
con te mi diverto
se stiamo all’aperto
se andiamo a un concerto
o in mezzo al deserto
ma in casa ho sofferto
allora mi avvio
addio
amore mio
in casa mi sfianco
seduta mi stanco
chinata ho il collasso
sdraiata mi ingrasso
e non mi rilasso
allora mi avvio
addio
amore mio
andrò in via del Corso,
all’UPTER c’è un corso,
poi insegno italiano
a un nordafricano
poi insegno latino
a un nostro vicino
poi prendo il trenino,
però nell’attesa
mi faccio la spesa,
(ma dov’è la lista?)
C’è anche il dentista.
La sera c’è yoga,
mi serve da droga,
così dopocena
riposo la schiena,
telefono ad Anna
e poi vado a nanna.
Allora mi avvio
Addio
Amore mio
Ma tu non ti muovi?
Non vai?Non ci provi?
Non metti in azione
la circolazione?
Lo sai che sei strano?
Vuoi darmi una mano?
Io penso ai tuoi pasti,
tu a battere i tasti…
io ho fatto tre viaggi,
tu scrivi messaggi…
Mi sentirò male
E tu leggi il giornale…
Va bene, ho capito,
non vuoi alzare un dito,
allora mi avvio
addio
amore mio.
27 febbraio 2004
Presuntuoso
Tanto non ho, ma tanto ho ricevuto:
soldi, salute, amore e conoscenza.
Se fossi in pace con la mia coscienza
potrei dire che vado sul velluto.
Di una cosa soltanto mi lamento:
quando mi trovo attorno gli ignoranti
sani o malati, ricchi o mendicanti,
la vita non è più un divertimento.
16 Maggio 2004
Brindisi alla nuova casa
Brindo alla casa in via delle Fornaci,
accanto alla Stazione di San Pietro:
il Papa benedice a qualche metro
torme di pellegrini un po’ vivaci.
Garibaldi a cavallo sta sul colle,
guarda dall’alto Roma e il Vaticano,
spara il cannone e pensa a quando volle
donare il regno al popolo sovrano.
Io starò in mezzo a far quel che mi piace
finchè ce lo consente Berlusconi.
Auguro che quei due facciano pace
per liberarci da questi coglioni.
18 Maggio 2004 (firma dell’atto di compravendita)
Viaggiare perché?
Viaggiare perché?
Il mondo com’è?
Il mondo è rotondo
Com’è il mappamondo,
ci sono le strade
e mille contrade
la terra ed il cielo
il caldo ed il gelo
il mare ed i monti
le albe e i tramonti
la pioggia ed il sole
e mille parole
per dire e non dire
lodare o ferire
per fare o disfare
urlare o cantare.
Ci sono gli amici
gli amanti e i nemici
ci sono i bambini
i furbi e i cretini
ci son le signore
e l’odio e l’amore
ci sono i signori
(chi dentro e chi fuori)
ci sono i colori
gli odori e i sapori
ma se ci ripensi
ci son solo i sensi.
Viaggiare perché
Se poi tutto questo
è dentro di te?
10 giugno 2004
Grazie Daikin
(in lode di un climatizzatore)
Svegliarsi tra le braccia di un mattino
Fresco d’estate, accanto il tuo sorriso
e una brezza leggera sul mio viso.
10 luglio 2004
Davanti al computer
Svuota il cestino
dei ricordi tristi
dei primi amori
che non hai più visti
delle occasioni
che hai sempre mancato
perché dicevano
che era peccato
delle avventure
che non hai vissuto
per non dovere
mai chiedere aiuto
dei bei discorsi
che non hai fatto
perché ti avrebbero
preso per matto
delle virtù
che non hai coltivato
perché nessuno
ti avrebbe premiato.
Apri il programma
di oggi e domani
e ancora meglio
non fare altri piani.
Novembre 2005
Dottrina Bush
Lega il somaro dove vuole Dio
Che poi sarebbe dove voglio io.
La guerra è giusta in missione di pace
per liberare chi mi pare e piace.
Ovunque porterò i diritti umani
insieme agli interessi americani.
Siamo decisi a tutelar l’ambiente
se pagan gli altri e a noi non costa niente.
Aiuteremo i popoli africani
che investono in prodotti americani.
Il petrolio sta bene in Medio Oriente
Se il prezzo lo facciamo in Occidente.
Comunque c’è un principio generale:
noi siamo il bene e gli altri sono il male.
Lega il somaro dove voglio io
che poi sarebbe dove vuole Dio.
27 Novembre 2005
Meticciato
(poesia didascalica per fanciulli)
Vorrei un’idea del mondo in eschimese
e dello spazio come un australiano,
l’idea del tempo vorrei da un indiano
e la pazienza da un saggio cinese.
Vorrei pensare come un buon francese
e meditare come un tibetano
immaginare come un italiano
e conversare come un vecchio inglese.
Vivere la natura in olandese,
la libertà come un americano,
amare il ritmo come un africano,
la precisione come un giapponese.
Vorrei mandare tutti a quel paese
con allegria come un napoletano
ma presentarmi con il cuore in mano
e la semplicità di un milanese
beneducato come un piemontese
appassionato come un siciliano,
scaltro e geniale da vero toscano
intraprendente come un genovese.
E’ la ricetta che fa ricco il mondo
e promette una vera civiltà:
salviamo ovunque la diversità
se non vogliamo andare insieme a fondo.
Aprile 2006
La scusa
Ti chiedo scusa, vengo un’altra volta
Domani non potrei, proprio non posso,
al nostro club ho una serata colta,
ho anche un impegno col Soccorso Rosso
la mamma è morta, vado al cimitero
non posso non andare al funerale
se non andassi lo zio cardinale
mi picchierebbe in testa con un cero
un’ora prima? Ora che ci penso
devo anche andare a procurar l’incenso.
Un’ora dopo? Fermo che controllo:
sarò impegnato a cucinare il pollo.
Dopodomani? Molto volentieri
ma ho già un invito con dei forestieri.
A fine mese? Forse mi confondo
ma è già annunciata la fine del mondo
maggio 2006
Settembre
Settembre andiamo, è tempo di lasciare
le noiose serate col gelato
le docce semifredde in riva al mare
i libri gialli che ho solo sfogliato
la birra con la pizza da asportare
il pranzo alle formiche in mezzo al prato
la guerra persa contro le zanzare
la discoteca col volume alzato
la coda a passo d’uomo per viaggiare
il conto spese sempre più salato.
Settembre 2006
Quel piccolo fiore
Quel piccolo fiore
Nascosto nel prato
soltanto per caso trovato
appena un leggero
profumo m’ha dato
eppure
per sempre
l’ho amato.
Ottobre 2006
La gente in TV
(dialogo tra un cittadino e un non so)
Non so – Pensavo…non so come dire…
Cittad. – ma dillo!
-Massì…come dire…la gente…
- la gente?!…
-Non parla e non s’occupa d’altro…
- e parla?…
- di cronaca nera e quant’altro
- quant’altro?…
- di pacchi, di calcio e quant’altro…
- ma che altro?
- di Papa, di tasse e quant’altro
- Vuoi dire la gente in TV…
- Perché, non ne parli anche tu?
14 gennaio 2007
TG rap
Menù degustazione.
Con voce da strillone.
Ecco a voi la più strana
sciagura quotidiana.
Si scoprono le tombe.
La catastrofe incombe.
Coretto: ed è polemica
ed è polemica
Le stragi in Medio Oriente,
di quelle altrove niente.
Ma tutto quel che ha detto
il Papa Benedetto.
Le battute di rito
di questo e quel partito
Coretto: ed è polemica
ed è polemica
Tanta cronaca nera.
La corruzione impera?
Non chiedeteci inchieste
che guastano le feste
e poi sono indigeste.
Di quello che va bene
ne parlerete insieme.
Di quello che va male
ne parla il cardinale.
Coretto: ed è polemica
ed è polemica
Di quel che non sapete
non vi interesserete.
Noi parliamo di tasse
che attizzano le masse,
del nostro Presidente
che piace a tanta gente.
Coretto: ed è polemica
ed è polemica
E quando non c’è fretta
la solita marchetta,
il disco appena uscito,
il film che ha divertito,
sfilate di modelle
meglio se nude e belle.
Noi ci fermiamo qui.
Potete far pipì.
4 febbraio 2007
Mercato rap
(la ballata del furbetto)
Da quando sono nato
mi sono dedicato
al culto del mercato.
Giocavo con Monopoli
e accumulavo case
sognando tangentopoli.
Però eran soldi finti.
A usare quelli veri
non li avevo convinti.
Ed ecco la ricetta: convincere papà,
la mafia o la politica
a dare il capital.
Il capitale investo
In borsa o nel mattone,
le banche danno il resto.
Poi, grazie all’evasione
Dal fisco e dalla legge,
mi creo una posizione.
Se ho chi mi protegge
Mi fabbrico un impero
che finché regge regge.
Ricorda la ricetta:
convincere papà,
la mafia o la politica
a darti il capital.
Gli affari sempre in nero
Così la mia storiella
È avvolta nel mistero.
Mi sposo una modella,
mi faccio anche l’amante,
così la vita è bella.
“Che vita interessante!”
Scriveranno i giornali
“che uomo affascinante!”
Ricorda la ricetta:
convincere papà,
la mafia o la politica
a darti il capital.
Con un po’ di fortuna,
scalando a più non posso
mi compro anche la luna.
Se mi saltano addosso
Per farmi la morale,
io grido: attenti al rosso!
Mi compero un giornale
Mi compero un partito
E punto al Quirinale.
Ricorda la ricetta:
convincere papà,
la mafia o la politica
a darti il capital.
Ho l’animo sensibile
E sono un buon cattolico:
prometto l’impossibile.
Son bello, son simpatico,
Piaccio in televisione
e ho molto senso pratico:
se non faccio attenzione
potrebbe rovinarmi
un’intercettazione.
E allora la ricetta
Chissà se basterà.
La mafia o la politica
Salvare mi potran?
2 Aprile 2007
Rondò
Sorrisi un po’ lascivi
Di un giovane galante
Modesto benestante
Sorpreso tra gli ulivi
Da un prete protestante
Che parlava all’amante
Dei pensieri cattivi
Di un giovane galante
Ch’era poco distante
Nascosto tra gli ulivi.
Marzo 2007
Preghiera d’un mattino
Altro da me, se vuoi che ti comprenda
Mandami quattro fiori ogni mattina
Un fiore giallo per farti sentire
Un fiore bianco per farti ascoltare
Un fiore azzurro per farti capire
Un fiore rosso se vuoi farti amare
E se a quei fiori non faccio buon viso
Mandami al diavolo con un sorriso.
5 giugno 2007
La “sola”
Vado cantanno ‘na canzone sola:
“Chi c’ha le scarpe rotte le risola”,
ma a me che m’hanno rotto li cojoni
che sola je farebbe a ‘sti zozzoni?
Si fussi ‘n prete je farebbe: a’bbello
T’aricordi dell’ago e der cammello?
Ma sono ‘n poveraccio e nun ce credo,
nun faccio sogni e vedo quer che vedo.
Me sa che da li tempi antichi ‘n poi
Li buggerati semo proprio noi.
12 agosto 2007
Mutui
Vasto programma,
Come disse quello,
Distinguere la pancia dal cervello.
24.8.2007
Meditazione (spicciola) sulla vita
Diceva Teresa d’Avila:
la vita è una notte in un cattivo albergo.
Pensava al giorno dopo, naturalmente.
Per me è piuttosto
Una serata in casa d’altri.
Un po’ diverte,
un po’ ti annoia.
Qualcosa porti,
qualcosa prendi.
E prima o poi
Se non te ne vai da solo
Qualcuno ti accompagna alla porta.
Settembre 2007
Tra animali
La canzone di guerra è sempre questa:
caccia la tigre nella sua foresta,
uccidila se tenta di ferirti,
sfruttala quando è pronta ad obbedirti.
La pace invece ha un altro ritornello.
Tratta la tigre come tuo fratello.
Se vuoi che stiamo in pace tra animali
Non attribuire agli altri tutti i mali.
Settembre 2007
Unicuique suum
Se bazzica vicino al Vaticano
L’osservatore è un po’ meno romano
E osservando la folla di San Pietro
Misura il mondo con un altro metro.
Noi li chiamiamo tutti pellegrini
Ma ci sono i lontani e i più vicini
E se pensavi che il buon Dio era il tuo
Impari presto che ciascuno ha il suo.
Così concludi che non è poi male
Il motto che sta in cima a quel giornale.
Settembre 2007
Chi è Dio?
Dio padre, non so.
Dio figlio, non credo.
Lo Spirito almeno
Parente non è.
Se proprio Dio c’è
Lo chiamo PERCHE’.
Ottobre 2007
Il topolino
Nel cuore di rosa
Della mia sposa
C’è un topolino
Che non riposa
E senza posa
Quel topolino
Scappa e rincorre
Qualsiasi cosa.
5 novembre 2007
Parole
Saperci fare con le parole.
Ma c’è il dolore,
che bussa e chiede muta una ragione.
6.12.2007
Rimpianti
C’è un grande armadio bianco
In fondo all’universo
Dove è stato rinchiuso
Quello che è andato perso.
Le fatiche sprecate
Le speranze perdute
Le imprese non compiute
Le poesie inascoltate
Progetti abbandonati
Parole non udite
Lettere non spedite
Sogni non realizzati
Amori non sbocciati
Carezze non avute
Promesse sottaciute
E bambini non nati.
Nel grande armadio bianco
C’è tutto quel che hai perso
Ma dietro a quella porta
C’è già un altro universo.
28.12.2007
Fantasia
Me lo ricordo il mio primo disegno,
me lo ricordo per filo e per segno:
le quattro righe disposte in quadrato,
le tre più piccole in basso da un lato,
un quadratino più in alto sospeso,
in cima a tutto un triangolo appeso.
Ora che tutto è già tabula rasa
Non so perché mi sembrava una casa.
12.1.2008
Prodi in ballo
Un ballo ancora
Mia bella signora.
Qualcosa va male,
forse è un temporale,
ma ancora un momento,
danziamo nel vento.
Il Papa è più a destra,
ma sta alla finestra,
se domani casco
pensate a Bagnasco.
M’inchino a D’Alema,
che forse è un problema,
m’inchino a Parisi
con tanti sorrisi.
Con Walter Veltroni
é meglio esser buoni,
quel bravo figliolo
vorrebbe star solo,
ma senza l’unione
addio alle poltrone.
Se abbraccio la Rosy
son tutti gelosi,
lei forse è un po’ dura,
ma è la più sicura.
Col nostro Rutelli
Siam come fratelli
Ma con “Pier” Casini
lontani cugini.
Rimetterei in sella
il caro Mastella.
Si è appena dimesso
Ma non perché è fesso.
Ha già preso il volo
E non mi consolo.
Attenti che dietro
C’è sempre Di Pietro,
attenti anche a Dini
e a tutti i cecchini.
Mi gira la testa,
mi fanno la festa,
ma forse, chissà,
qualcosa accadrà.
Danziamo nel vento,
ancora un momento.
23.1.2008
La democrazia del piffero
Democrazia, democrazia,
ma non è tempo di democrazia,
comanda ancora chi è già al potere,
scrollano l’albero e cadon le pere,
colgono i frutti della protesta,
l’incantatore riapre la cesta,
suona il suo piffero ed ecco i serpenti
tornano insieme a danzare contenti,
chiedono in coro nuove elezioni,
tutto il potere alle televisioni,
lui suona il piffero, il popolo sogna,
viva quel piffero, il resto è menzogna,
non disturbiamoli con la realtà
sognano casa della libertà.
26.1.2008
Orizzonti di boria
Mediocremente procedere a vista,
Piccolo cabotaggio di ambizioni
Tra le occasioni anguste
Del potere gregario.
Promettendo,
ammiccando,
sgomitando,
con enfasi vantando
successi personali.
Orizzonti di boria
Per la piccola storia.
Superattivi andare alla deriva.
Ben lontana è la riva.
Febbraio 2008
Ci penso io
Ci penso io, non tema,
risolvo il suo problema.
Prometto, glielo giuro,
lo faccio di sicuro.
Lo faccio domattina
O dopo domattina.
Ma c’è la tramontana,
lo faccio in settimana…
Però ha troppe pretese,
ci vuole almeno un mese…
I soldi li ho già presi?
Ci vogliono dei mesi…
Ma sono un po’ in affanno,
ci vorrà almeno un anno….
Tra un anno ho la partita,
ci metterò una vita…
Ma vedo che sta male,
verrò al suo funerale.
Prometto, glielo giuro,
lo faccio di sicuro.
19.2.2008
Rock nun
Portava sempre degli abiti grigi
aveva un’aria compunta e dimessa,
andava sempre da sola alla messa,
ma le piaceva la musica rock.
La si vedeva domenica in chiesa,
lo sguardo chino su un grosso messale,
la notte prima era là in un locale
che sgambettava sul ritmo di un rock.
Non si aspettava nessun fidanzato
e poi non era né brutta né bella ,
sembrava a tutti una vecchia zitella,
si scatenava soltanto col rock.
Molti anni dopo, al suo funerale,
l’accompagnarono al cimitero,
erano tutti vestiti di nero
ma saltellavano al ritmo di un rock.
30.3.2008
Io e gli altri
Chi sono gli altri non lo saprò mai,
a presentarli è sempre il mio cervello,
mi dice:questo è brutto, quello è bello,
con lui va bene, con l’altro son guai.
Chi sono io per gli altri?Va a saperlo!
A riferire è sempre la mia mente,
magari sono solo un deficiente
chi fischia sopra un ramo come un merlo.
Ma se hai paura d’esser giudicato
segui il consiglio di non giudicare
e per parlare manda un avvocato,
oppure ascolta chi sa ragionare,
prendi come avvocato la tua mente
e ai giudizi degli altri non badare.
6.4.2008
Il documento
Io sono uno, tu sei con me,
col nostro amico saremo noi tre.
Possiamo insieme fondare una chiesa,
Saremo quelli che han fatto l’impresa.
Per annunciare al mondo l’evento
Scriviamo subito un bel documento
Dove diremo che cosa ci impose
Di dedicarci a cambiare le cose.
Che cosa è male? Quel che fa male.
Che cosa è bene? Quel che conviene.
“Ora che abbiamo i nostri valori
Possiamo dare l’inizio ai lavori”.
“No, per passare davvero all’azione
Ci serve anche l’interpretazione”.
Io sono uno, tu sei con me,
il nostro amico purtroppo non c’é.
9.4.2008
Ode al compagno precario
Amici e compagni di sempre,
signor presidente,
signor segretario,
nel grande scenario
di questo convegno sul niente
di scena è il compagno precario
che pur non avendo pretese,
non può, come è noto, arrivare
alla fine del mese.
Ma bando, compagni, alle analisi amare!
Il vostro lavoro è precario
però l’avvenire è più vario:
un mese di qua, un mese di là,
insomma davvero una gran varietà.
C’è poi la questione del basso salario
ma, come ha ben detto il signor segretario,
a farlo aumentare sarà
la nostra maggior competitività.
Se oggi sgobbiamo per dodici ore
qualcuno domani potrà guadagnare
come un direttore.
Pertanto di che ci vogliam lamentare?
Del resto, ha ben detto il signor segretario,
nel mondo globale di oggi
che cosa non c’è di precario?
Precaria è la sorte,
precaria la morte,
precario è l’amore
ma pure il dolore,
precaria è la legge
e chi la protegge,
la nostra carriera,
la vostra galera,
precario è il pentito
ma pure il partito,
precario è il governo,
precario l’inferno,
la vita futura, la madre natura.
Amici e compagni,
signor presidente,
teniamolo a mente:
di stabile in terra
ormai c’è rimasta
soltanto la guerra.
Maggio 2008
Berlusconi-Lulù
Parla, Berlusconi, in tv,
la mia sola guida sei tu.
I tuoi ministri mentono
e i portavoce smentiscono…
Dimmi che illusione non è,
dimmi che lavori per me,
che al mio doman ci pensi tu…
Parla, Berlusconi, in tv.
1 novembre 2008
“Liberazione”
Non riesco a capire
che cosa mi capiti,
mi piace il reality
reality show.
Vabbè, non è arte,
conosco i miei limiti,
ma voglio il reality
reality show.
Non so come vivi,
non so dove abiti,
viviamo il reality
reality show.
Sbarchiamo sull’isola,
leviamoci gli abiti,
cominci il reality
reality show.
Abbasso gli ombrelli,
abbasso i soprabiti,
evviva il reality
reality show.
5 dicembre 2008
Global service
C’è un’antipatica vecchia zia
che tutti chiamano ideologia.
Ieri ne ha fatte quanto Bertoldo,
Oggi non merita neppure un soldo.
Oggi comandano la confusione,
l’oppio,il mercato,la religione,
ma una domanda regna sovrana:
m’ama o non m’ama Barack Obama?
23.1.2009
A reti unificate
Lo so che mi darete anche stasera
la razione prevista di bugie,
di polemiche trite e sicumera,
non vi dispiaccia se tengo le mie.
Voi che sapete la “verità vera”
che spiegherà “dove l’asino casca”
perdonerete se ancora stasera
vi chiederò di pigliarvelo in tasca.
12.2.2009
4 Aprile 2009
Lavorando, lavori per lavoro.
Non lavorando, non lavori e basta.
Se, lavorando, lavori per loro,
ti danno quattro soldi per la pasta.
Se non lavori e danno i soldi a loro,
scendiamo tutti in piazza a dire: basta.
Filosofia
Non c’è parola che non dica il mondo.
Non c’è parola che il mondo non dica.
Ma quando esprimi un pensiero profondo
si preferisce parlare di “fica”.*
Dovunque siete, guardatevi in tondo:
nessuno ha la sapienza per amica.
* con rispetto parlando
Aprile 2009
Voci del verbo cattolico
Io pecco
Tu perdoni
Egli provvede
Noi protestiamo
Voi assolvete
Essi comandano
14.5.2009
Voci del verbo della sinistra
Io sogno
Tu progetti
Egli propone
Noi ci attiviamo
Voi litigate
Essi comandano
16.5.2009
Voci del verbo della destra
Io voglio
Tu pretendi
Egli promette
Noi applaudiamo
Voi servite
Essi comandano
16.5.2009
Viva il re nudo
Viva il re nudo,
nudo è più bello,
cantaci ancora
il tuo ritornello
“Io sono buono,
sono leale,
non date retta
a qualche giornale.
“Loro mi odiano,
tutti mi invidiano
tutti mi amano
tutti mi chiamano:
“Silvio di qua,
Silvio di là,
sono il factotum
della libertà”.
Nudo è più libero,
nudo è più sano
ma soprattutto
è arcitaliano.
27 giugno 2009
Il mio prossimo
Ogni individuo è unico
se per nome lo chiamo.
Né privato né pubblico,
il mio prossimo è umano.
Lo guardo e non comunico
se resto sul mio ramo.
I fatti suoi li giudico.
Se lo conosco, l’amo.
11 novembre 2009
Giochi proibiti
Quanti di voi conoscono le scale,
nipoti miei cresciuti nel duemila
in ascensore per non farvi male
gingillando un giochetto con la pila,
quanti di voi conoscono il piacere
di salire affannati fino in cima,
scivolare di pancia o di sedere
e ritrovarvi sul punto di prima?
Nipoti miei cresciuti nel duemila
videogiocate pure con la pila,
ma per provare una vera emozione
funziona meglio l’immaginazione.
23 novembre 2009
ti gi min
Grigio di serpi un orizzonte vano
di parole vendute
offre allo spettatore il quotidiano
minuetto di servi
che disperando tento di smentire.
12 dicembre 2009
Appuntamento rapido
di pensieri spezzati,
curiosità furtive
di segreti acchiappati,
frammenti male uditi
di novità accennate,
competizione futile
di battute incrociate,
dialoghi e battibecchi
di dita senza pace,
scrittura sincopata
per la mente fugace.
13 dicembre 2009
Acciacchi
Non se ne vanno più come una volta
gli acciacchi miei, quei mali di stagione
arrivavano allora a briglia sciolta,
me la cavavo con un bel febbrone.
Ora son qui come ospiti indiscreti
a soggiornare fra le mie pareti.
5.1.2010
LIB
La vita ha uno scopo,
io prima, tu dopo.
8.1.2010
La predica
Voi non sapete, somari che siete,
quanto sia ingrato il lavoro del prete.
Provate voi a insegnare alla gente
cos’è immanente e cos’è trascendente.
Se in chiesa porti a pisciare il tuo cane
gridano tutti: uno scandalo immane!
Ma se il buon prete,incazzato,ti offende:
gridano tutti: lei adesso trascende!
10.1.2010
Nato in Vaticano
(fin dal concepimento)
“Mi dica: luogo e data, per favore”
“Data e luogo di che? Non mi rammento”
“Di quando è nato”, dice monsignore,
“altrimenti mi porti un documento”.
“Documento di che?” “Di quando è nato”,
replica quello, sempre più impaziente,
“Non sa che ognuno ha un suo certificato
che documenta da quando è esistente?”
“Ho chiesto a mamma da quando son vivo,
di luogo e data non ricorda niente,
solo che capitò sotto un ulivo
che faceva l’amore col sergente”.
30.1.2010
Parole
Che fatica cercare le parole,
quand’ero bimbo ne avevo due sole,
da grande poi ne conoscevo tante
che mi pareva d’essere importante
finché compresi che il più delle volte
una parola è poco e due son molte.
Ora che invecchio ritorno bambino:
con le parole gioco a nascondino.
7.2.2010
La “vita intelligente”
Dalle stelle vi guardo e mi domando
che cosa sia la “vita intelligente”
che altrove non è data, e fino a quando
per dimostrarla non farete niente.
Da qui una vita che ogni giorno muore
distruggendosi insieme con l’ambiente
tra guerre, fame, veleni e rumore
pare piuttosto una vita demente.
13.2.201
Italia mia,benché
Italia mia, benché il parlar sia vano
lascia che dica al “popolo sovrano”
che un tempo io consideravo scemo
chi dava voti ai canti di San Remo,
che dire adesso a chi il suo voto ha offerto
a Pupo Emanuele Filiberto?
21 febbraio 2010
Il velo del tempio
Non di sussurri è tempo ma di rabbia,
levate quelle teste dalla sabbia,
levate quelle grida fino al cielo,
il tempo è giunto di strappare il velo,
il velo che nel tempio del potere
nasconde i lestofanti e le carriere,
le carriere dei servi e dei padroni
che ci chiedono d’essere più buoni,
più buoni a sopportare la ventura
di stringere le spalle e la cintura,
di voltare lo sguardo e non vedere
che ci stanno rubando anche il sedere.
11 marzo 2010
Frittata tv
Triplo salto mortale e la frittata
ricade intatta nella sua padella.
“Oplà! Servite calda e profumata,
la vostra operazione è sempre quella.
Se la frittata è stata avvelenata
lo sapranno soltanto le budella”.
Coro greco
Non di sussurri è tempo ma di rabbia,
levate quelle teste dalla sabbia,
levate quelle grida fino al cielo,
il tempo è giunto di strappare il velo,
il velo che nel tempio del potere
nasconde i lestofanti e le carriere…
Sogghigna il capocuocoprincipale
strizzando l’occhio come ogni mattina
alla corte dei cuochi di giornale
schierati per la solita manfrina.
Coro greco
…le carriere dei servi e dei padroni
che ci chiedono d’essere più buoni,
più buoni a sopportare la ventura
di stringere le spalle e la cintura,
di voltare lo sguardo e non vedere
che ci stanno rubando anche il sedere.
“So io che cosa è bene e cosa è male,
se il bianco invece è nero o viceversa.
La verità la dà il telegiornale,
per tutti gli altri la partita è persa”.
Coro greco
Se la partita è persa lo vedrete -
viene però da fuori una vocina -
attenti a non cascare nella “rete”
quando s’apre la porta di cucina”.
14 marzo 2010
S.P.Q.R.
(Sono Pazzi Questi Romani)
Er giorno avanti de fondare Roma,
pur con rispetto all’augusta persona,
la prima cosa che je disse Remo
dice che fu: a’ Romolo, si’ scemo?
Pare che mi’ fratello nun se ‘ntenne
de come se comanna su li pazzi,
pe’ nun falli resta’ drento a le tenne
li vorrebbe allocà ne li palazzi.
Ma presto ha da capi’ che nun è ‘r caso,
che poi lo pijeranno per il naso.
Li matti è mejo che li fai scappare.
Drento ar palazzo, vonno comannare.
Ciò detto, fece ‘n sarto sopr’ er fosso
ridenno e sghignazzanno a più non posso.
Romolo sbianca: nun ce se po’ créde,
ma allora dillo che si’ propio ‘n fijo
de ‘na mignotta, mo’ te faccio véde
ch’a Roma er primo pazzo sono io!
E acchiappato da tera ‘n gran pietrone
mannò a quell’antro monno er fanfarone.
22 marzo 2010
Rimpasto
Placidamente un ciuco sulla riva
brucava l’erba verde del vicino
che con bel garbo, dopo un grande inchino,
andò a brucare sopra l’altra riva.
10 aprile 2010
La nuvola*
Un vento grigio curva l’orizzonte
di chiarezze infantili
di apparenze
di passate esperienze.
C’è una nuvola in cielo
che prende in giro il mondo.
Io ancora mi nascondo
e faccio vani
piani per l’indomani.
19 aprile 2010 – *una nuvola di ceneri eruttata da un vulcano islandese bloccò per una settimana il traffico aereo in Europa e in parti dell’Asia e dell’America.
Proverbi aggiornati
La carta canta
ma me ne fotto.
Chi sbaglia paga
solo se è sotto.
Chi va più piano
stia attento all’ano,
chi va più forte
spalanca le porte.
La gatta al lardo
si fa uno spuntino
e chi l’ha fatta
si aspetti un inchino.
2 maggio 2010
A Cartesio
(sul libero arbitrio)
Non perché penso sono,
Cartesio stimatissimo,
né sono bravo e buono
per grazia dell’Altissimo.
Le idee sono compagni
che la vita mi ha dato.
Non sono io a cercarli,
loro mi hanno trovato.
Mi prendono a braccetto,
li seguo volentieri,
non so d’esser legato
fra due carabinieri.
Firenze, 9 maggio 2010
Filopragmatica
Ascolta bene queste mie parole:
non levare lo sguardo fino al sole,
non viaggiar con la mente sulla luna:
non sarà lì che troverai fortuna.
Chi troppo studia potrà essere colto
ma nella vita poi soffrirà molto,
chi è più ignorante e meno intelligente
starà più volentieri tra la gente,
sarà più amato come si conviene
a chi nel mondo vuol trovarsi bene
né si vergogna d’essere un somaro
pur di aver donne, successo e denaro.
19 maggio 2010

