Nelle carte P3 si scoprono i segreti di Elio Letizia e di sua figlia Noemi
24 luglio 2010* - Dalle carte dell’inchiesta P3 riemergono i misteri della Noemi e del padre Elio di Casoria, cioè di Noemi Letizia e di tutto quello che ne scaturì. Una miriade di strani misteri, dalle vere attività di Elio Letizia alla mai chiarita ragione della visita di Berlusconi al diciottesimo compleanno di Noemi; dalle relazioni pericolose del presidente del Consiglio con alcuni potenti della zona tra cui Arcangelo Martino, membro della P3, alla prescrizione di un fascicolo processuale su Elio Letizia.
Procediamo con ordine.
Partiamo da un punto fermo: cioè da Arcangelo Martino, uno dei tre fondatori della presunta P3, ex assessore socialista a Napoli, nel 1993 finito in manette per corruzione. Era assessore all’Annona e al Commercio e con il suo collaboratore Elio Letizia, padre di Noemi, fu accusato (e poi prosciolto) di gestione spavalda delle licenze commerciali.
Un salto in avanti.
A maggio 2009, alla vicenda del party di Casoria e alle dichiarazioni di Martino che spiega: Sono stato io a presentare Letizia a Berlusconi, perché tra il 1987 e il 1993 sono stato grande amico di Bettino Craxi. Di quegli amici che s’incontravano tutti all’hotel Raphael: lui Arcangelo Martino, amico di Letizia, del leader del Psi ma anche del rampante Berlusconi. Nel 2009 si disse che la visita di Berlusconi alla festa di Noemi era finalizzata a discutere con l’amico Elio le candidature di Malvano e Martusciello alle Europee del 2009. Versione mai confermata dai diretti interessati.Mistero su mistero. Scopriamo ora, grazie all’inchiesta Insider sulla P3, che in quei mesi il trio formato da Flavio Carboni (forti legami col clan camorristico di Sarno), Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi si organizzava e si metteva in azione, facendo affari ed esercitando pressioni in mezza Italia.
In Campania, per la precisione, tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010 il medesimo trio voleva a tutti i costi imporre il sottosegretario Nicola Cosentino, già sospettato di mafiosità, come candidato governatore e a tal fine produceva dossier contro il candidato alternativo del Pdl, Stefano Caldoro. Nella creazione del dossier, il gruppo godeva della consulenza di alcuni Magistrati. Il 2 febbraio 2010 Lombardi va a trovare in ufficio il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore. “Pasqualì!”, “Gianmimì!” sono gli affettuosi saluti telefonici. Se il ruolo di Lepore può essere sin qui solo ipotizzato, dall’inchiesta giudiziaria risulta che nella preparazione del dossier hanno avuto ruoli fondamentali Vincenzo Carbone, presidente di Cassazione, e più ancora Umberto Marconi, presidente della Corte d’Appello di Salerno.
Il 22 e il 23 gennaio 2010
…sembrano essere giornate cruciali per il dossier sulle abitudini sessuali di Caldoro. Marconi riceve nel suo ufficio Ernesto Sica, sindaco di Pontecagnano, poi assessore regionale indagato e dimissionario. Insieme parlano con Martino. Per telefono: “pronto, sono il Presidente…sono qui con Sica per quella situazione, quando ci possiamo vedè?”. Il giorno dopo Marconi lascia un messaggio a Martino: Sono a Roma e ti ho servito. Sica è il costruttore materiale del dossier, in grado di usare le testimonianze di alcuni pentiti. Quando sta sfumando la candidatura di Cosentino a favore di Caldoro, il Sindaco si fa avanti in modo prepotente con il coordinatore Verdini per essere candidato egli stesso.
Il coordinatore del Pdl Denis Verdini
….sembra voler sfuggire al confronto con Sica. Il quale però il 23 gennaio 2010 lo raggiunge ad Arezzo e lo affronta arrabbiato. Io sono il Sindaco di un paese, digli al Presidente Berlusconi che se non ottengo la candidatura me ne vado, lascio il partito, ma non mi fermo e racconterò tutto, tutto da agosto 2007 a oggi. Cosa è successo da agosto 2007 a oggi? In cosa può essere ricattabile il Presidente del Consiglio? Qualcosa che ha a che fare, per esempio, con i rapporti tra Sica ed Elio Letizia? I misteri di Casoria affiorano in tutte le carte dell’inchiesta Insider. A volte suggeriscono scenari suggestivi.
Come il vecchio processo scomparso che coinvolgeva Elio Letizia, per dirne uno. Processo per corruzione, stralciato da quello di Martino. Nella sentenza del 2003 si legge: Le descritte illecite condotte risultano certamente ascrivibili al solo Letizia. Ma per qualche sconosciuto motivo di quel fascicolo non si è saputo più nulla. E mentre infuriava la storia di Casoria – Noemi e dintorni – è venuto fuori che era stato prescritto. Una pessima figura per il tribunale di Napoli, il cui presidente Carlo Alemi a settembre scorso ha chiesto al ministero di inviare gli ispettori per fare chiarezza.
Richiesta che a Roma finisce sul tavolo del capo degli ispettori Arcibaldo Miller, che è stato sostituto in quella procura dal 1980 fino al 2000 per poi approdare al ministero nel 2002. Lo stesso Magistrato che gli uomini della P3 chiamano “Arci” e a cui chiedono spesso consigli e consulenze. Comunque sia, tra Napoli, Salerno e Santa Maria Capua Vetere, dalle intercettazioni è chiaro che i contatti della cosiddetta P3 erano tutti di altissimo livello. Le storie sono spesso circolari. E tornano dove sono cominciate.
*Chiedo scusa al dott.Giovanni Fiorentini, direttore de “Il nuovo Giornale” per qualche correzione di forma che tuttavia rispetta totalmente il contenuto dell’articolo.Nandocan.

