Dominique Douglas: lo stravagante signor Berlusconi

lug 14th, 2009 | By nandocan | Category: la parola a..

BerliccheTradotto da « Le Point », Hebdomadaire d’information, jeudi 9 juillet 2009, n° 1921 ( alle pp. 48-51 con 13 foto, fra le quali spicca quella nota di Mara Carfagna, con didascalia “ministro delle pari opportunità, et ex pin-up di calendari per camionisti”). E’ uno dei ritratti più divertenti, aggiornati (9 luglio), sconfortanti e documentati che ho letto negli ultimi tempi. E’ un po’ lungo, ma vale la pena, grazie alla splendida traduzione di un amico che me l’ha inviata dalla Francia. Vi terrà compagnia nelle prossime due settimane, mentre io sarò su una spiaggia di Normandia (un po’ di fresco, finalmente) a giocare col mio nipotino (quindici mesi). Buone vacanze da Nandocan.

LUCI ROSSE. La sua passione per le giovani donne disinibite desta scandalo, ma non intacca la sua popolarità.

“Buffone! debosciato!”. Che si trovi a Napoli per presentare il G8 oppure a Viareggio sul luogo della catastrofe ferroviaria che è costata la vita a 21 [sono ormai 26, n.d.t.] persone, è ormai con insulti di questo tenore che Silvio Berlusconi viene accolto quando si sposta nella penisola. “Buffone”, si può discutere. “Debosciato”, è sicuro. L’inchiesta del tribunale di Bari ha in effetti dimostrato la presenza, a più riprese, di ragazze di facili costumi nelle residenze del presidente del consiglio, a Roma come in Sardegna. E una di queste, Patrizia d’Addario, ha avuto cura di registrare le peripezie delle notte d’amore passata col padrone di casa. Ma più che le prestazioni – tariffa 2000 Euro – quello che ha scioccato gli Italiani è il bisogno del Cavaliere di circondarsi di ragazze molto giovani. Il mistero circonda anche la strana relazione che Silvio Berlusconi ha intrattenuto con Noemi, una minorenne napoletana.

Questa ricerca di una giovinezza eterna accanto alle giovani ragazze in fiore venne immortalata per la prima volta nel 2007 da un paparazzo nel giardino della Villa Certosa, in Sardegna. Sulle foto si vede Berlusconi circondato da cinque attricette, candidate del “Loft” ovvero pom-pom girls di varietà televisiva. Due di queste sono sedute sulle sue ginocchia. Su di un’altra foto il Cavaliere passeggia tenendone una per mano. L’ambigua intimità collettiva che scaturisce dalle foto aveva provocato su tutta la stampa titoli sull’ “harem di Berlusconi”.

Un po’ più tardi il Presidente del Consiglio si tradisce da solo svelando la sua agenda per mostrare a qual punto si ammazza di lavoro per il bene del paese. Fra due appuntamenti politici i giornalisti scoprono stupefatti che nella stessa giornata egli si concede due “break” sospetti con due giovani attrici. Delle intercettazioni riveleranno che Berlusconi aveva tentato di trovare loro delle parti in fiction della RAI. “Sta cominciando a parlare e a diventare pericolosa”, aveva dichiarato a proposito di una di esse per giustificare la richiesta rivolta al direttore della fiction della TV pubblica.

Nel dicembre 2007 cinquanta ragazze, appartenenti per lo più al mondo dello spettacolo, sono portate in charter (“love plan”) in Sardegna per rallegrare il veglione del Presidente del Consiglio. Ad ognuna il Cavaliere offre un braccialetto a forma di tartaruga – simbolo di Villa Certosa – e poi a suon d’orchestra, la troupe si è gioiosamente dispersa nel parco di 100 ettari. La Villa Certosa è per Berlusconi quello che Neverland era per Michael Jackson, con la pizzeria e il gelataio, il lago con 1200 palme, il giardino dai 2500 cactus (riscaldati con un sitema di aria condizionata), l’ “orto della salute”, l’anfiteatro a cielo aperto, la “cascata canadese”, le terme. Il giorno del veglione, lo sciame delle ninfette venne condotto ai negozi di Porto Rotondo per uno shopping, limitato a 2000 euro a testa. Ma il clou del soggiorno, dopo un bagno in una delle piscine riscaldate e la farandola del trenino, fu l’eruzione notturna del falso vulcano con lava sintetica che si nasconde in fondo al giardino della villa Certosa.

Le stesse scene si sono ripetute nel 2008. E quest’anno la famosa Noemi, ancora minorenne, partecipava alla festa. All’eco delle risate di queste giovani donne, attirate dai lustrini della televisione e del potere, si mescolano oggi le parole di Veronica Lario, che parla pubblicamente di “malattia” del marito, di “vergini che si offrono al drago” e dei “divertimenti dell’imperatore”.

Il cavallo di Caligola.

Divertimenti, ma non solo, ché l’intimità col Cavaliere è un formidabile acceleratore di carriere politiche. Ex pin-up di calendari per camionisti, Mara Carfagna è diventata … Ministro per le pari opportunità. Lucia Ronzulli, che vegliava con mano di ferro sulla disciplina delle giovani ospiti femminili della Villa Certosa, è stata eletta al Parlamento di Bruxelles. E solo una rivolta degli accoliti di Gianfranco Fini, Presidente della Camera, ha impedito l’inserimento di altre sette protette del Cavaliere nelle liste del Popolo della Libertà (PDL) in occasione delle ultime elezione europee. Patrizia d’Addario e Barbara Montereale, ambedue escort di professione, sono state incluse nelle liste del PDL per le elezioni locali di Bari. In una intervista la giovane Noemi confessava dall’alto dei suoi 18 anni e con candore disarmante: “Per il mio avvenire sono incerta tra lo spettacolo e la politica. Si vedrà, Papi [alias Silvio Berlusconi] se ne occuperà.” Caligola aveva ben nominato senatore il suo cavallo …

Questa debolezza di Berlusconi per il sesso femminile lo pone alla mercè di avventurieri. E’ così che l’affarista Gianpaolo Tarantini, ben conosciuto alla polizia di Bari, si era fissato come obbiettivo quello di entrare nelle grazie del Presidente del Consiglio, che non aveva mai incontrato. Per raggiungere lo scopo aveva preso in affitto per 100.000 euro nell’agosto del 2008 una villa nei pressi della residenza in Sardegna del Cavaliere. Champagne, cocaina e donnine hanno rapidamente fatto delle sue feste un “must” delle notti sarde. Il suo augusto vicino non ha resistito. “Gianpa” è divenuto in qualche mese un intimo della cerchia più ristretta: un posto in tribuna del Milan, viaggi nell’aereo del Presidente del Consiglio, accesso privilegiato alle più alte istanze del PDL. E’ Tarantini che ha presentato al Cavaliere Patrizia, dalla quale è nato lo scandalo.

“D’accordo, ma ci vuole una salute di ferro!” Molti Italiani, e non poche donne, citano con una punta di invidia il supposto priapismo del loro Presidente del Consiglio. Eppure, a quasi 73 anni, Silvio Berlusconi ha un pacemaker ed ha avuto un cancro alla prostata. Più ancora che quello del divino Marchese [De Sade, n.d.t.], l’universo erotico del Cavaliere pare ispirarsi a festicciole di bambini destinate a celebrarlo. Le ragazze che ne hanno condiviso l’intimità raccontano tutte, con poche eccezioni, le stesse serate: qualche coppa di champagne, Berlusconi che esegue al pianoforte il repertorio di Charles Trenet, un karaoke, la visione degli incontri del presidente del Consiglio con i grandi della terra, un diaporama delle sue sette ville alle Bermude, la distribuzione dei gioielli di chincaglieria, di cui ha le tasche piene, una passeggiata nel giardino accompagnata da un corso di botanica, talvolta mano nella mano con l’eletta del momento. “Berlusconi ha il terrore di invecchiare e di morire”, ha dichiarato Marcello Veneziani, pubblicista di destra e vicino alla ristretta cerchia berlusconiana. “Le sue patetiche dimostrazioni di vitalità vogliono dimostrare che è sempre giovane. Si aggrappa al mondo dei lustrini e delle ragazze svestite per sfuggire all’orrore del suo viso senza trucco, alla calvizie, ai dolori, alla vecchiaia”. Gli fa eco Stefania Ariosto, ex compagna di un ministro del primo governo Berlusconi, che per prima aveva denunciato le turpitudini della corte del Presidente del Consiglio negli anni ’90: “L’esibizionismo sessuale di Berlusconi, che si è aggravato, è dovuto alla senilità ed all’intervento chirurgico che lo ha molto diminuito”.

Silvio Berlusconi è ossessionato dalla sua immagine. L’impressione che desta quando lo si incontra in carne e ossa, è stupefacente. I trapianti [di capelli, n.d.t.], la bassa statura nonostante le scarpe coi tacchi, il volto ripicchiato e completamente liscio sotto uno strato colore arancio, evocano un narcisismo forsennato. Ma ben presto la vitalità incredibile e la naturale simpatia spazza via l’iniziale imbarazzo; lo riconoscono anche i suoi avversari politici più accaniti. Dietro questa apparente spontaneità nulla invece è lasciato al caso. Da più di venti anni Miti Simonetta, una delle sue collaboratrici più vicine, compra le foto, vecchie o recenti, che non corrispondono all’immagine che il capo vuol comunicare. L’iconografia ufficiale è rivelatrice. Accanto alle foto che lo ritraggono da tycoon davanti ai modelli di grandi progetti immobiliari, il Cavaliere ha conservato della propria giovinezza le immagini con cicca in bocca e borsalino sulla testa, a mezza strada tra il Latin lover e il Jean Gabin dei film di gangster. Berlusconi è molto orgoglioso della sua virilità da “bad boy” e, fino a quando non sono diventate un problema politico, le indiscrezioni sulla sua vita sessuale lo hanno lusingato.

Il suo capolavoro in materia di comunicazione resta tuttavia “Una storia italiana”, l’agiografia inviata alla vigilia delle elezioni del 2001 a più di 12 milioni di famiglie italiane. Il libro mostra la famiglia Berlusconi in posa davanti ad aiuole di fiori, con bambini biondi che corrono sullo sfondo, il tutto raccontato nello stile che il Cavaliere ha sempre imposto ai quadri delle sue televisioni: “Avete a che fare con un pubblico che non ha nemmeno la seconda media”

“Tecnicamente immortale”.

Ma non bastava “hollywoodeggiare” il suo corpo; il Cavaliere lo ha voluto rendere sacro. Nel 1994 dichiarò che era stato “toccato dal Signore”. Nel giardino della sua dimora milanese, la villa San Martino, ha fatto costruire a sua gloria il mausoleo dove riposerà circondato dai suoi apostoli più fedeli, quando anche la loro ora sarà venuta: Emilio Fede, Fedele Confalonieri, Marcello dell’Utri, che fra parentesi è stato condannato a otto anni di prigione per associazione mafiosa …

Una corte di adoratori alimenta il mito berlusconiano. Più volte ministro, Claudio Scajola non ha paura dell’enfasi quando dichiara che “Berlusconi è il sole al quale tutti noi vogliamo riscaldarci”. Il suo collega Enrico La Loggia propone di riformare il calendario gregoriano indicando nel 1994, anno dell’entrata di Berlusconi in politica, come l’anno 1 dell’era berlusconiana. Emilio Fede, direttore del telegiornale di Rete 4, una delle reti dell’impero mediatico del Cavaliere, confessa di invidiare il cameriere del suo padrone perché può condividerne ogni mattino l’intimità. Sandro Bondi, attuale ministro della cultura [Beni Culturali, n.d.t.] gli dedica regolarmente dei poemi. L’inno del PDL, di cui Berlusconi è presidente, si intitola “Meno male che Silvio c’è”. Umberto Scapagnini, ex sindaco di Catania e medico personale di Berlusconi, descrive con mistica emozione come un raggio di sole tra nuvoli folti il momento in cui il Cavaliere arriva nella sua città. Questo prima di definire il suo paziente “tecnicamente immortale”. Silvio Berlusconi ringrazia ma non chiede tanto. Immortale no, ma affermando di dormire tre ore e di fare all’amore praticamente altrettante ore, ha dichiarato che a qualche mese dal suo 73° compleanno si sente come se avesse 35 anni.

Informazione interamente al suo servizio.

Il Cavaliere non capisce che la stampa non si faccia l’eco sistematica delle sue lodi. “Riversano su di me delle montagne di menzogne, è un tentativo di colpo di stato”, ha dichiarato a proposito delle timide rivelazioni sull’affaire Patrizia D’Addario. Affermazione quantomeno paradossale. Berlusconi è proprietario della metà delle reti nazionali che distillano, in stili diversi, una informazione interamente a suo uso e consumo. Una menzione speciale merita il telegiornale di Rete 4, che farebbe impallidire il “Caro Leader” nord-coreano. Berlusconi possiede inoltre una serie di quotidiani, un settimanale molto influente, dei mensili e la più grande casa editrice italiana. In qualità di Presidente del Consiglio ha piazzato i suoi uomini in tutti i posti chiave della RAI. E’ così che il telegiornale di RAI 1, la grande messa [= Missa Solemnis, n.d.t] dell’informazione italiana, non ha ancora parlato della presenza di prostitute nel domicilio del Presidente del Consiglio. “I giornalisti del mio gruppo, così come quelli del servizio pubblico, sono contro di me perché vogliono mostrare la loro indipendenza”, ha comunque affermato recentemente il Cavaliere a France 2. Questo significa dimenticare che nel 2001 aveva preteso, e ottenuto, la testa di giornalisti scomodi, nel corso di un discorso tenuto a Sofia, che è passato alla storia come “Editto bulgaro”. Solo RAI 3, una rete pubblica, sfugge alla censura del regime. Questo controllo dell’informazione permette di gestire la quotidianità, ma ha anche svolto un ruolo nella berlusconizzazione del paese perfino nella lingua corrente. Prima che Silvio entrasse in politica un “azzurro” era un sostenitore della squadra nazionale di calcio italiana e un “moderato” era un elettore del centro. Oggi, un “azzurro” è un militante del PDL e un “moderato” è un elettore di Berlusconi.

L’uomo forte della penisola nutre anche un rancore particolare nei confronti dei giornalisti stranieri, colpevoli di averlo ingiustamente ridicolizzato agli occhi del mondo. Nessuno in quel “raddotto di comunisti manovrati dall’opposizione” ha trovato mercè ai suoi occhi. Il Times di Londra, il New York Times o la rivista britannica The Economist sono relegati al livello di fogliacci marxisti. Per non parlare del quotidiano spagnolo El Pais, che ha pubblicato per primo le foto delle allegre serate di Silvio. L’ambasciatore d’Italia a Madrid ha reclamato il licenziamento di Miguel Mora, il giornalista troppo impertinente.

La difficoltà di raccontare l’Italia berlusconiana non è comunque dovuta alle piccole beghe quotidiane, quanto piuttosto all’inverosimiglianza di quel che avviene. I giornali americani in particolare hanno difficoltà a far cogliere al loro pubblico tutte le sottigliezze barocche del Cavaliere. Robert Mackey, la star del blog del New York Times ha scelto la parabola seguente: “Immaginate un mondo nel quale Donald Trump [magnate e proprietario TV, n.d.t.] fosse proprietario della NBC, presidente degli Stati Uniti e offrisse a Miss California in cambio dei suoi favori un seggio al Senato. Ebbene, questo sarebbe appena la metà di quello che succede in Italia”.

 

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