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	<title>Nandocan</title>
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	<description>note e divagazioni di un giornalista</description>
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		<title>Fini, da Mentana, si &#8220;vendica&#8221; di Rai Set</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di reporter senza rete, 8 settembre 2010 &#8211; La politica paga, in termini di ascolti tv? Questa era ed è la scommessa vincente di Enrico Mentana che dalla conduzione / direzione del Tg La 7, continua a macinare record di ascolti oltre il 10% di share come domenica scorsa, sbattendo proprio la politica in prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di reporter senza rete, 8 settembre 2010</strong> &#8211; La politica paga, in termini di ascolti tv? Questa era ed è la scommessa vincente di Enrico Mentana che dalla conduzione / direzione del Tg La 7, <strong>continua a macinare record di ascolti oltre il 10% di share come domenica scorsa, sbattendo proprio la politica in prima pagina. Ma c’è politica e politica</strong>. Questa sera Mentana ha aperto con la presenza di Gianfranco Fini in studio. 28 lunghi minuti in studio. Domande sul pubblico e sul privato. . Un’idea geniale? No. <strong>Una scelta giornalistica giusta ma aiutata dal fatto che nessuna delle altre testate tg nazionali, con l’esclusione potenziale del Tg 3 che non a caso stasera presenta in studio Italo Bocchino, potrebbe permettersi politicamente di ospitare il nemico del sistema . RAI Set infatti, come abbiamo visto, nei giorni scorsi ha attuato una pratica esclusione delle posizioni dei finiani, prima e dopo Mirabello.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa sera però, la nostra analisi si concentra su un altro tema che per altro è presente in maniera accettabilmente equilibrata su tutte le testate; <strong>l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo</strong>. Nel complesso della giornata secondo titolo per tutti i tg, con l’eccezione del tg3 che all’ora di pranzo lo antepone addirittura alla politica in primissimo piano. Fanalino di coda nell’attenzione a questo avvenimento agghiacciante che ha sconvolto quella che ai più appariva un’isola felice, il Tg 4 di Fede. Ieri sera si era occupato della notizia per pochi secondi, stasera la dimentica del tutto. Nel <a href="http://www.articolo21.org/ECONEWS/ITALIARADIO/SETTEMBRE2010/7/commento.mp3" target="_blank">commento</a> abbiamo ascoltato un collega che opera in quei territori, Angelo Di Marino, Direttore de “La Città” di Salerno, per capire che atmosfera si respira dopo lo shock dell’omicidio del sindaco-pescatore.</p>
<p style="text-align: justify;">In chiusura <strong>segnaliamo la decisione del TG 3 di aprire sulla disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici da parte della Federmeccanica.</strong> Presente nei titoli di Studio Aperto e del TG 4 l’anniversario della morte di Mike Bongiorno.</p>
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		<title>Il day-after secondo RAIset</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 17:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di Reporter senza rete (06/09/2010) &#8211; La notizia dell’omicidio dello storico sindaco ambientalista di Pollica, Angelo Vassallo, è presente su tutte le testate, ma con spazio ed attenzione diversi. Il TG3 dedica all’omicidio di camorra il secondo titolo e due ampi servizi, subito dopo la pagina della politica. Lo stesso fanno il TG1, il TG [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Reporter senza rete (06/09/2010)</strong> &#8211; La notizia <strong>dell’omicidio dello storico sindaco ambientalista di Pollica</strong>, Angelo Vassallo, è presente su tutte le testate, ma con spazio ed attenzione diversi. Il TG3 dedica all’omicidio di camorra il secondo titolo e due ampi servizi, subito dopo la pagina della politica. Lo stesso fanno il TG1, il TG La 7 e il TG2. Per il TG 4 c’è spazio solo per una ventina di secondi di una voce fuori campo, subito prima dell’immancabile servizio sul meteo. Studio Aperto non ne parla nei titoli, integralmente dedicati alla cronaca, con l’eccezione della pagina politica, ma presenta un servizio all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ovviamente, l’apertura per tutte le testate è il dopo Mirabello, variamente affrontato</strong>. Come c’era da attendersi le testate Mediaset applicano la conventio ad escludendum, ovvero <strong>fanno parlare tutto il centro destra e, in misura assai minore, l’opposizione</strong>, ma si dimenticano di ricordare o far ascoltare quello che ieri sera ha detto Fini, che è presente solo in una breve citazione nel TG5. Quest’opera di schermatura riesce anche a Fede, malgrado il suo TG dedichi quasi venti minuti alla politica. <strong>Tante le presenze, anche in studio, del centro destra “doc”, ovvero berlusconiano e leghista. Su tutti spicca il Direttore del Giornale Feltri</strong>. Anche il TG3, con una disamina un po’ più equilibrata, si avvale di un direttore-commentatore: Ezio mauro di Repubblica, dopo però aver fatto ascoltare le regioni degli uni e degli altri, e ovviamente anche Fini.<strong> Il TG La 7 presenta una lunghissima pagina politica, piena di ospiti e commenti. Il notiziari di Mentana è preceduto dai ringraziamenti del direttore per lo storico superamento dello share del 10%</strong> avvenuto ieri sera proprio in occasione del discorso di Fini della festa del tricolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il TG2 fa rispondere a Fini il ministro Frattini e il “colonnello” La Russa che ribalta sul leader di Futuro e Libertà le accuse di aver cambiato bandiera. Segnaliamo che il TG della seconda rete dà spazio a Raisi e Bocchino oltre che all’intellettuale finiano Aurelio Campi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Citazione speciale merita il TG1 di Minzolini, che già all’ora di pranzo era riuscito a far parlare tutto il centro destra su Fini senza riportare nessuna delle sue posizioni espresse ieri, ad eccezione di un breve inserto di Della Vedova. Del resto Minzolini è rimasto fedele alla linea Raiset, di cui abbiamo già parlato, assunta a partire la serata di ieri. Stasera per Minzolini poca politica e la stessa dichiarazione di Della Vedova.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Visto il probabile profilarsi di elezioni più o meno anticipate, che tipo di ulteriori forzature possiamo attenderci dall’informazione televisiva che, come abbiamo visto, è sostanzialmente schierata tutta con Arcore e palazzo Chigi? Di questo, nel commento, abbiamo parlato con una parte in causa: Filippo Rossi direttore di Fare Futuro, magazine online dei finiani.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine la vera notizia del giorno scovata dall’ultimo titolo di Studio Aperto: Ventiquattro anni, 70 cm d’altezza , l’uomo più piccolo del mondo entra nel guinness dei primati e ha pure trovato una fidanzata.</p>
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		<title>I fischi a Schifani sono solo l&#8217;inizio, dicono Cicchitto e Grillo. Ma inizio di che?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 12:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[la citazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 5 settembre 2010 - All&#8217;appello dei “quattro anziani”, come autoironicamente si definiscono gli autori dell&#8217;appello per la manifestazione del 2 ottobre, aggiungo una breve nota sulla sguaiata contestazione (tale è apparsa nei servizi televisivi) al presidente del Senato Schifani, avvenuta ieri, quattro settembre, durante la festa del PD. Trovo l&#8217;episodio, nella speranza che rimanga tale, brutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-11118" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=11118"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11118" style="margin: 1px 3px;" title="Beppe grillo" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/09/Beppe-grillo-75x40.jpg" alt="" width="75" height="40" /></a>Roma, 5 settembre 2010 -</strong> All&#8217;appello dei “quattro anziani”, come autoironicamente si definiscono gli autori dell&#8217;appello per la manifestazione del 2 ottobre, aggiungo una breve nota sulla sguaiata contestazione (tale è apparsa nei servizi televisivi) al presidente del Senato Schifani, avvenuta ieri, quattro settembre, durante la festa del PD. Trovo l&#8217;episodio, nella speranza che rimanga tale, brutto e controproducente, non solo e non tanto perché il personaggio debba essere rispettato comunque in quanto rappresenta al massimo livello un&#8217;istituzione della Repubblica, quanto piuttosto perché i fischi e gli insulti che impediscono ad un avversario politico, invitato, di dire la sua in un pubblico dibattito fanno parte, allo stesso titolo delle adoranti acclamazioni di popolo e dei “meno male che Silvio c&#8217;è”, di quella “democrazia plebiscitaria” che vogliamo combattere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò premesso, sono però convinto che l&#8217; invito, peraltro discutibile, a parlare ad una festa del PD, maggiore partito di opposizione,  avrebbe potuto e dovuto prevedere anche la richiesta di  un chiarimento sulle frequentazioni mafiose che al presidente Schifani vengono attribuite. Concludo osservando che nel resoconto del “Fatto quotidiano” di oggi i commenti di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, e di Beppe Grillo, leader del Movimento a 5 stelle, sostanzialmente convergono in un&#8217;identica, funesta previsione : “Siamo solo all&#8217;inizio”. Inizio di che? Della fine?</p>
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		<title>“Di viola, di più”. Comunicato di Camilleri, Flores d’Arcais, don Gallo, Hack sulla manifestazione del 2 ottobre</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 15:25:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[annunci]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra quattro settimane dovrebbe svolgersi a Roma una grande manifestazione che dica “basta” a Berlusconi e chieda la realizzazione della Costituzione. Se le divisioni tra i diversi gruppi viola non rovineranno tutto*. Per evitare confusioni: vari siti (micromega, ilfatto, ecc.) hanno pubblicato un appello di quattro anziane persone (la più giovane veleggia verso i settanta) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-11108" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=11108"><img class="alignleft size-full wp-image-11108" style="margin: 1px 3px;" title="nobday 006" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/09/nobday-006.jpg" alt="" width="262" height="147" /></a>Tra quattro settimane dovrebbe svolgersi a Roma una grande manifestazione che dica “basta” a Berlusconi e chieda la realizzazione della Costituzione</strong>. <strong>Se le divisioni tra i diversi gruppi viola non rovineranno tutto*.</strong> Per evitare confusioni: vari siti (micromega, ilfatto, ecc.) hanno pubblicato un appello di quattro anziane persone (la più giovane veleggia verso i settanta) che, convinte della nausea crescente di questo paese verso il regime di Berlusconi e della incapacità dell’opposizione parlamentare di interpretarla e mobilitarla, si sono rivolte alla società civile perché organizzi una grande manifestazione nazionale a Roma. La dizione “società civile” non è restata generica. L’appello si rivolge esplicitamente alla testate giornalistiche, ai siti web, ai club e associazioni, ai gruppi viola, e alle personalità della cultura, della scienza e dello spettacolo che godono del privilegio della visibilità pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti gruppi e molte personalità hanno cominciato ad aderire. Alcuni gruppi hanno chiesto un contatto telefonico diretto (in genere al direttore di MicroMega) a cui nella misura del possibile si è sempre risposto. Le quattro anziane persone sono ovviamente pronte (“da ciascuno secondo le sue possibilità”, come diceva il vecchio Marx) a dare una e anche quattro mani per questa manifestazione auto-organizzata (di cui non sono quindi gli organizzatori) e alle espressioni della società civile che si vogliono adoprare per essa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i gruppi viola sono in corso polemiche, al punto che si parla di due manifestazioni</strong>. Sarebbe peggio di zero, sarebbero due fallimenti e un gigantesco regalo al regime. L’Italia che continua a volere “giustizia e libertà” non li perdonerebbe.<strong> Invitiamo perciò tutti i gruppi viola, e le numerose altre realtà che si stanno mobilitando (la mera replica del “No B day” è superata, davvero inedita è la partecipazione di personalità e gruppi della Chiesa “di base”, ad esempio, e di organizzazioni anticlericali) perché si riuniscano al più presto per organizzare insieme la manifestazione del 2 ottobre.</strong> Senza escludere nessuno e senza che nessuno si escluda (“di viola e di più”, si potrebbe dire). Se il nostro appello ha infastidito qualcuno se ne può fare carta straccia, purché restino i contenuti essenziali, “fuori Berlusconi e realizziamo la Costituizione”. Se infastidiscono le nostre persone togliamo tranquillamente il disturbo. Purché non si rovini, per incomprensibili particolarismi, l’occasione di una grande mobilitazione dell’Italia civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Andrea Camilleri</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Flores d’Arcais</p>
<p style="text-align: justify;">Don Andrea Gallo</p>
<p style="text-align: justify;">Margherita Hack</p>
<p style="text-align: justify;">(4 settembre 2010)</p>
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		<title>Iran: salviamo Sakineh, finta esecuzione per torturarla</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[4 settembre 2010 &#8211; Il 12 luglio apparve la notizia che era stata graziata. Sembrava che la mobilitazione internazionale per salvare dalla condanna a morte Sakineh Mohammadi Ashtiani avesse indotto finalmente le autorità iraniane a cancellare la pena. Non è così.  Il figlio della Ashtiani ha denunciato il 31 agosto al giornale inglese &#8220;The Guardian&#8221; che &#8221; le autorità del carcere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-9855" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=9855"><strong><img class="alignleft" style="margin: 1px 4px;" title="Sakinehfeature" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/07/Sakinehfeature.png" alt="" width="255" height="88" /></strong></a><strong>4 settembre 2010</strong> &#8211; <a rel="attachment wp-att-9855" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=9855"></a>Il 12 luglio apparve la notizia che era stata graziata. Sembrava che la mobilitazione internazionale per salvare dalla condanna a morte Sakineh Mohammadi Ashtiani avesse indotto finalmente le autorità iraniane a cancellare la pena. Non è così. </p>
<p style="text-align: justify;">Il figlio della Ashtiani ha denunciato il 31 agosto al giornale inglese &#8220;The Guardian&#8221; che &#8221; le autorità del carcere iraniano  hanno annunciato alla donna che sarebbe stata impiccata il giorno seguente, cosa che non è poi avvenuta. In base alla falsa comunicazione, l’impiccagione sarebbe dovuta avvenire la mattina del 29 luglio,  all’alba. La Ashtiani, che come è noto era stata condannata alla lapidazione per adulterio, ha messo per iscritto le proprie volontà ed ha abbracciato i compagni di cella nel carcere di Tabriz all’approssimarsi della chiamata per la preghiera del mattino, quando cioè si aspettava di essere portata al patibolo. L’annuncio alla donna della finta esecuzione è giunto dopo che per giorni le autorità carcerarie hanno negato a familiari ed avvocati la visita alla prigioniera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai suoi bambini è stato detto che la donna non voleva vederli mentre a lei è stato detto che nessuno aveva chiesto di incontrarla. Sajad è venuto a conoscenza di questo ultimo episodio di violenza psicologica contro sua madre da una telefonata. “Sono furiosi per la mobilitazione internazionale in favore di mia madre, così si vendicano contro di lei”, ha detto. “Più sono le pressioni provenienti dall’estero, più loro la maltrattano”.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ashtiani, 43 anni, ha già subito 99 frustate per aver avuto “una relazione illecita fuori dal matrimonio” nel 2006, ma un altro tribunale ha riaperto il suo caso dopo l’omicidio di suo marito. La donna è stata assolta dall’accusa di omicidio ma giudicata colpevole di adulterio e condannata alla lapidazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando il suo caso è alla ribalta internazionale, le autorità iraniane la indicano come complice nell’omicidio di suo marito, nonostante il suo avvocato Houtan Kian, nominato dal governo, abbia accusato le stesse autorità di aver inventato accuse contro di lei. L’abitazione dell’avvocato Kian è stata rovistata da agenti in borghese e diversi documenti, compreso quello che attesta l’assoluzione di Sakineh nel caso dell’omicidio del marito, sono stati confiscati. Da allora le autorità hanno reso impossibile reperire una copia della sentenza. “Stanno distruggendo tutti i documenti ufficiali”, denuncia Sajad, “perché sanno che contengono molte discrepanze e contraddizioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sajad crede che l’unico motivo per cui sua madre è ancora viva sia la mobilitazione internazionale per il suo rilascio. “Prego che tutti nel mondo continuino a sostenerla, è l’unico modo utile per evitarle l’esecuzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">I figli della donna accusata di adulterio e condannata alla lapidazione dicono che il caso dovrà sì essere riesaminato,  ma solo per cambiare la modalità dell&#8217;esecuzione, dalla lapidazione all&#8217;impiccagione. Per questo la mobilitazione, guidata da Amnesty International, prosegue. E una raccolta di firme è partita anche da articolo 21.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.articolo21.org/54/appello/salviam-sakineh-.html" target="_blank">Clicca qui per firmare l&#8217;appello</a>.</p>
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		<title>Raniero La Valle: Nel tramonto (tragico e farsesco) di Berlusconi uniamoci per salvare la Costituzione</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2 settembre 2010 &#8211; Allo stato dell’arte (un po’ tragedia e un po’ farsa) Berlusconi ancora non se n’è andato. La crisi politica di fatto si è aperta, la sua maggioranza è implosa, il suo conflitto con la giustizia e con tutti gli altri poteri dello Stato (salvo il presidente del Senato) si è fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-11032" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=11032"><img class="alignleft size-full wp-image-11032" title="La Valle Comitati Dossetti" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/09/La-Valle-Comitati-Dossetti.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>2 settembre 2010</strong> &#8211; Allo stato dell’arte (un po’ tragedia e un po’ farsa) Berlusconi ancora non se n’è andato. <strong>La crisi politica di fatto si è aperta</strong>, la sua maggioranza è implosa, il suo conflitto con la giustizia e con tutti gli altri poteri dello Stato (salvo il presidente del Senato) si è fatto acutissimo, l’opposizione incalza, ma tutto ciò non si traduce in una crisi di governo, e il Paese è bloccato. In nessuna democrazia tale inerzia politica sarebbe possibile; da noi accade perché le istituzioni della Repubblica sono state snaturate, per responsabilità dei riformatori di destra e di sinistra, in modo tale da chiudere tutte le vie d’uscita e da lasciare che il potere fosse il solo giudice di se stesso. <strong>Il “sovrano del popolo” creato dalla legge elettorale vigente contro ogni legittimità costituzionale, è stato costituito sovrano anche della crisi, come colui che decide lo “stato d’eccezione”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perciò solo Berlusconi può decidere di andarsene, oppure solo la sua maggioranza potrebbe abbatterlo con un clamoroso voto in Parlamento, cosa che però Fini e i finiani non sembrano decisi a fare. Giustamente Fini può temere per il suo futuro politico; però quando si ha in mano un potere esso deve essere giocato, anche senza rete, perché spesso in politica la cosa veramente importante da fare si presenta una volta sola; e ciò che di veramente importante c’è ora da fare in Italia è chiudere quella fonte di massimo pericolo che è diventato il potere berlusconiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al suo crepuscolo questo potere ha sferrato un durissimo attacco alla Costituzione, pretendendo immunità penale e superiorità rispetto a ogni altro potere. Così si è creato un vero stato d’eccezione, e massimo interesse pubblico è ora che esso non sia deciso da un sovrano illegittimo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente la Repubblica ha dato segni di risveglio. Il capo dello Stato ha rivendicato il potere costituzionale di gestire la crisi, fino a sfidare la maggioranza a lanciargli l’impeachment; le opposizioni, dentro e fuori il Parlamento, hanno posto come priorità assoluta il cambiamento dell’oscena legge elettorale che è all’origine dell’attuale disastro; e il partito democratico ha avanzato una grande proposta di aggregazione di tutte le forze disponibili a salvare la Repubblica, secondo due ordini o “due cerchi” di alleanze: il primo per battere la coalizione berlusconiana e ristabilire condizioni di agibilità democratica, e il secondo, più ristretto e più omogeneo, per governare. La proposta di Bersani ha avuto una favorevole accoglienza, mettendo fuori gioco sia la reiterata ricetta di Veltroni, che quando toccò a lui volle affrontare le elezioni senza alleanze e combattere Berlusconi senza mai pronunciarne il nome, sia le fantasiose autocandidature di Vendola e di Chiamparino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È chiaro infatti quello che ora dobbiamo fare. Anzitutto cercare le convergenze per fare una nuova legge elettorale, che può essere proporzionale o uninominale, purché essa ristabilisca la rappresentanza, ripristini il pluralismo, riporti in Parlamento gli esclusi e favorisca la formazione di maggioranze attorno ai partiti più forti. A questo fine sia il modello tedesco che la vecchia legge Mattarella avrebbero bisogno di importanti correzioni. Una buona soluzione potrebbe ispirarsi alla vecchia legge per il Senato: collegi uninominali maggioritari, ma che scattano solo per i candidati che abbiano raggiunto la metà più uno dei voti, tutti gli altri collegi venendo attribuiti col metodo proporzionale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se questo non sarà possibile, e si dovesse andare a nuove elezioni con la legge attuale, dovrebbe essere formata una larghissima “costellazione democratica”, che dovrebbe essere in grado di conquistare alla Camera più dei 350 deputati che col premio di maggioranza l’attuale legge elettorale assegna al partito che ha più voti, anche se con uno scarto minimo di suffragi rispetto al secondo arrivato. In tal modo la truffa della legge elettorale, che trasforma una minoranza in maggioranza assoluta, sarebbe sventata, la costellazione democratica batterebbe il partito di Berlusconi e i seggi sarebbero assegnati su base proporzionale; i partiti della coalizione vincente riprenderebbero poi la loro autonomia in Parlamento, restando tuttavia solidali nella difesa della democrazia e dello Stato di diritto, e tra quelli di loro che fossero in grado di convergere in un programma comune si formerebbe l’alleanza di governo. Ci sarebbe dunque una larga maggioranza parlamentare di tipo costituzionale, e una più ristretta e coesa maggioranza politica e di governo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo con le forze disponibili possiamo riuscire a farlo. La prospettiva è quella di una uscita dal bipolarismo, del ritorno a una democrazia parlamentare e rappresentativa, del ripristino della dimensione pubblica come forma della vita collettiva, della ripresa di una cultura politica, e di un programma di governo di ripresa economica, di centralità del lavoro e di estensione delle garanzie e dei diritti. E allora avremmo anche di nuovo in mano uno strumento, l’Italia, per operare sul piano internazionale, prenderci la cura e la responsabilità del mondo, e concorrere a costruire, come dice la Costituzione, “un ordinamento di pace e di giustizia tra le nazioni”.</p>
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		<title>Ricordo di Raimon Panikkar</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Raimon Panikkar è morto il 26 agosto nella sua casa nei pressi di Barcellona. E&#8217; morto ma senza lasciarci, tanto vivo è il ricordo che conserveremo di lui. Non ho incontrato nella mia vita nessun sacerdote o religioso che fosse, come lui, intellettualmente vivace, incredibilmente colto, umile e aperto al dialogo, innamorato della vita come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-10963" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10963"><img class="alignleft size-full wp-image-10963" style="margin: 1px 5px;" title="Panikkar" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/08/Panikkar1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Raimon Panikkar è morto il 26 agosto nella sua casa nei pressi di Barcellona. E&#8217; morto ma senza lasciarci, tanto vivo è il ricordo che conserveremo di lui. Non ho incontrato nella mia vita nessun sacerdote o religioso che fosse, come lui, intellettualmente vivace, incredibilmente colto, umile e aperto al dialogo, innamorato della vita come della fede. Una fede che non era visione dogmatica dell&#8217;al di là &#8211; a cui non credeva &#8211; ma semmai muta esperienza contemplativa del mistero che tutti ci avvolge.Insieme cristiano, indù e buddista, così diceva di essere. Il suo contributo di predicatore, conferenziere e saggista al dialogo interreligioso è stato probabilmente senza pari.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo conobbi a Firenze mezzo secolo fa, quando Giorgio La Pira aveva fatto della città un crocevia di culture. Ero poco più che un ragazzo quando, accanto al mio maestro di allora, Padre Ernesto Balducci, ebbi per la prima volta occasione, ma dovrei dire l&#8217;emozione, di penetrare con le sue parole in una dimensione diversa, scandalosa quanto per me entusiasmante, del messaggio cristiano. Ho avuto poche occasioni di ascoltarlo in seguito (parlava un ottimo italiano) ma sono state sempre occasioni di straordinario arricchimento intellettuale e spirituale. Dall&#8217;ultimo suo libro che ho letto, &#8220;Mistica pienezza di vita&#8221; (Jaca Book, 2008), ho ricavato liberamente per nandocan <a href="http://www.nandokan.it/?page_id=1896" target="_blank">una serie di pensieri e di massime che sono  tra le pagine più lette di questo blog.</a></p>
<p style="text-align: justify;">(Informazioni sulla vita e le opere di Raimon Panikkar sono reperibili in un sito in cinque lingue cliccando <a href="http://www.raimon-panikkar.org/index.html" target="_blank">qui</a>.)</p>
<p style="text-align: justify;">Quattro anni fa, dopo aver letto “Tra Dio e il cosmo”, buttai giù questi versi che ripropongo:</p>
<p> </p>
<h3 style="text-align: center;"> In principio era il Verbo</h3>
<p style="text-align: center;"><em>(a Raimon Pannikar, provando a dire in versi</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>quello che la teologia ecclesiastica non perdona)</em></p>
<p style="text-align: center;">In principio era il verbo che la mente</p>
<p style="text-align: center;">volle per nido</p>
<p style="text-align: center;">e dal silenzio trasse il primo grido.</p>
<p style="text-align: center;">Aprì lo spazio, il tempo ed alla mente</p>
<p style="text-align: center;">donò coscienza,</p>
<p style="text-align: center;">al mondo delle cose differenza.</p>
<p style="text-align: center;">Misteriosa uguaglianza del creato</p>
<p style="text-align: center;">con il creatore</p>
<p style="text-align: center;">e sono il Padre, il Figlio e il loro amore.</p>
<p style="text-align: center;">La vita eterna è questa, che non chiude</p>
<p style="text-align: center;">l&#8217;uomo nell&#8217;Io</p>
<p style="text-align: center;">e non attende in paradiso Dio.</p>
<p style="text-align: center;"><em>3 luglio 2006</em></p>
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		<title>Domenico D&#8217;Amati: verso un regime autoritario. Il piano inclinato del ministro Alfano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[la parola a..]]></category>

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		<description><![CDATA[di Domenico D&#8217;Amati, 18 agosto 2010* - I fautori della “costituzione materiale” che, in materia di scelta del governo, si sarebbe sostituita a quella formale, ignorano anzitutto un principio giuridico fondamentale: vale a dire che quando un ordinamento, come la nostra Costituzione, prevede per la sua modifica una determinata procedura, deve escludersi che i suoi creatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-10794" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10794"><img class="alignleft size-full wp-image-10794" style="margin: 1px 3px;" title="postitart21" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/08/postitart21.jpg" alt="" width="270" height="239" /></a>di Domenico D&#8217;Amati, 18 agosto 2010* </strong>- I fautori della “costituzione materiale” che, in materia di scelta del governo, si sarebbe sostituita a quella formale, ignorano anzitutto un principio giuridico fondamentale: vale a dire che <strong>quando un ordinamento, come la nostra Costituzione, prevede per la sua modifica una determinata procedura, deve escludersi che i suoi creatori abbiano ritenuto possibile che la modifica avvenga con modi diversi, quali, ad esempio, la prassi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il complesso meccanismo della lettura plurima e dell’eventuale referendum, stabilito per la modifica della carta fondamentale, non avrebbe senso se potesse essere messo nel nulla semplicemente disattendendolo. Ma v’è di più. Nel caso in esame, in cui il Presidente della Repubblica contesta, giustamente, la legittimità del tentativo di condizionare i suoi poteri in materia di nomina del Presidente del Consiglio e di scioglimento delle Camere, <strong>non è dato ravvisare nemmeno l’esistenza di una prassi, che abbia dato vita, in materia, alla c.d. costituzione materiale. </strong>La prassi è la costante ripetizione di comportamenti per un congruo lasso di tempo. Essa, nel caso in esame, dovrebbe consistere da un lato nel conferimento dell’incarico di Governo al soggetto indicato nelle schede elettorali e, dall’altro, nello scioglimento delle Camere in caso di perdita, da parte di questo soggetto, della fiducia parlamentare. Per poter sostenere che, per prassi, il Presidente della Repubblica sia tenuto a sciogliere le Camere nel caso che venga meno il Governo Berlusconi, bisognerebbe, tra l’altro, dimostrare che in precedenti casi analoghi, il Presidente si sia costantemente attenuto a questa prassi. Ma ciò non è avvenuto. Non esiste, in materia, alcun precedente nel senso voluto da Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alla “volontà del popolo” cavallo di battaglia del Ministro Alfano, a parte che in materia essa deve essere espressa con le modalità previste per la modifica della Costituzione, nessuno può affermare che, con l’indicazione del nome del candidato premier sulla scheda, l’elettore abbia manifestato la volontà che in caso di cessazione dell’incarico governativo, la parola debba necessariamente tornare al corpo elettorale. <strong>La preferenza espressa dall’elettore è riferita alla situazione politica esistente al momento delle elezioni, ma non esclude affatto che, in un tempo successivo, il premier possa essere sostituito con la normale procedura in caso di crisi di governo. Escludere questa possibilità significherebbe trasformare il nostro paese in una repubblica presidenziale, calpestando le regole previste dalla Costituzione. Che a questo risultato si voglia pervenire minacciando il ricorso a mezzi extra parlamentari è un vero è proprio attentato alla Costituzione</strong>. Il Presidente della Repubblica ha dimostrato la ferma volontà di resistere a questa inaudita pressione, accompagnata da una pesante campagna di disinformazione. Le forze democratiche hanno il dovere di schierarsi al suo fianco, dimostrando con chiarezza e determinazione la volontà di difendere le istituzioni repubblicane. <strong>Riconoscere alle enormità disinvoltamente propugnate dal Ministro Alfano la dignità di argomentazioni giuridiche significa mettersi su un piano inclinato al termine del quale c’è l’instaurazione di un regime autoritario.*</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*da articolo 21, il grassetto è di nandocan</strong></p>
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		<title>Fabiani sulla RAI: &#8220;Hanno ucciso la passione. E la voglia di fare cultura&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 18:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalisti o impiegati?]]></category>

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		<description><![CDATA[2 agosto 2010 - Ho letto questa intervista a Fabiano Fabiani sulla RAI nella nuova rivista web &#8220;Nuovi Italiani&#8221; e penso che la sua analisi e le sue indicazioni, nate da una ricca e per molti versi felice esperienza, andrebbero tenute nella giusta considerazione da chi intendesse (ma c&#8217;è?) risollevare il servizio pubblico radiotelevisivo dalle penose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-10698" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10698"><img class="alignleft size-full wp-image-10698" style="margin: 1px;" title="fabiano fabianirightcol" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/08/fabiano-fabianirightcol.jpg" alt="" width="75" height="75" /></a>2 agosto 2010 -</strong><em> Ho letto questa intervista a Fabiano Fabiani sulla RAI nella nuova rivista web &#8220;Nuovi Italiani&#8221; e penso che la sua analisi e le sue indicazioni, nate da una ricca e per molti versi felice esperienza, andrebbero tenute nella giusta considerazione da chi intendesse (ma c&#8217;è?) risollevare il servizio pubblico radiotelevisivo dalle penose condizioni attuali. Ho ritenuto quindi di doverla pubblicare su nandocan, chiedendo scusa ai lettori per la lunghezza del testo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho conosciuto Fabiani nel 1965, quando venni assunto nel telegiornale da lui diretto con una selezione pubblica che seguiva, a distanza di un decennio, quella con cui lui era entrato. Ho avuto poi (in trent&#8217;anni di RAI) molti altri direttori ma mi pare che nessuno sia riuscito a sottrarsi del tutto a quel vincolo di appartenenza a cui ora Fabiani giustamente attribuisce  le interferenze della politica. Neppure allora &#8220;c&#8217;era molta vela&#8221; per chi &#8220;non apparteneva&#8221;. Non a caso il potente direttore generale era l&#8217;ex direttore del &#8220;Popolo&#8221;, organo ufficiale della democrazia cristiana.  C&#8217;era tuttavia chi, come lo stesso Fabiani e dopo di lui soprattutto Andrea Barbato, primo direttore del Tg2, difendeva la dignità e l&#8217;autonomia della professione nella massima misura possibile. Ora, con Minzolini direttore del Tg1, più che di appartenenza dovremmo parlare di militanza. (nandocan).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>luglio 2010 &#8211; di Simona Buonomano*</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;">Rivendica, e giustamente, il merito di avere portato i giornalisti alla conduzione dei Tg, al posto degli speaker. Dopo oltre venti anni trascorsi in Rai, è poi stato ai vertici di aziende come Società Autostrade, Finmeccanica e Acea. Tre anni fa il ministro Padoa-Schioppa lo volle nel cda della tv di stato in rappresentanza del Tesoro, al posto di Angelo Maria Petroni. Oggi Fabiano Fabiani, classe 1930, è tornato a dirigere l&#8217;Associazione Produttori Televisivi, che tra gli iscritti annovera anche i giganti dei format tv come Endemol, Fremantle Media, Magnolia. Lo abbiamo incontrato per capire come è cambiata la Rai da quel lontano 1955.</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Lei entrò in Rai con un concorso pubblico per giornalisti, oggi non è certo questa la normale via d&#8217;ingresso&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sì ma forse allora era anche più difficile. Quando ho fatto il concorso io eravamo quattromila allo scritto, 400 ammessi all&#8217;orale, solo 44 ne furono assunti alla prima tornata, un&#8217;altra quarantina entrarono in seguito e poi gli esaminatori non erano nomi qualunque, ma erano personalità del calibro di Segre, Apollonio e altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Come si è svolta la sua carriera all&#8217;entrata dell&#8217;azienda?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono entrato da praticante, poi passando di grado in grado, sono diventato direttore del Tg, sono stato direttore fino al ‘69, poi direttore dei programmi culturali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come è passato attraverso le prime lottizzazioni?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Io non ero un lottizzato, non mi sono mai considerato un lottizzato, io appartenevo solo all&#8217;azienda</strong>. La parola lottizzazione l&#8217;ha inventata Alberto Ronchey, utilizzando il termine nel 1968 in una lettera a Ugo La Malfa. Enrico Manca, socialista, disse: lottizzazione è meglio che &#8220;latifondo&#8221;, cioè D.C.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un male inevitabile?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Vede, il male non è la lottizzazione. Le interferenze politiche ci sono sempre state, dipende da come uno le prende, anche oggi, quelli che sono lì, potrebbero fare i tg che vogliono se lo volessero, ma non lo fanno, e sa perché? Per l&#8217;appartenenza. Io non trovo nulla di strano che ci sia un tg più vicino a un&#8217;area piuttosto che a un&#8217;altra area, più o meno filo-governativo, ma è l&#8217;appartenenza che fa la differenza, non la lottizzazione. I membri del consiglio di amministrazione votano sempre divisi per nomina. Questo è un segnale di cattivo funzionamento, il consiglio dovrebbe dividersi e decidere sulla valutazione delle singole questioni, non in base all&#8217;appartenenza. Questo è un male che scende poi verso il basso, si ramifica, e arriva fino agli uscieri. C&#8217;è qualcuno che non appartiene o non vorrebbe appartenere, ma vede&#8230;c&#8217;è poca vela per chi non appartiene&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oggi la Rai viene vista come un grande carrozzone, dove molti lavorano in modo impiegatizio, facendo il minimo sindacale. Anche prima era così?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Scherziamo? Prima in Rai chi c&#8217;era lavorava. Nel 1955 quando sono entrato io, la televisione nasceva allora. Non c&#8217;è fortuna maggiore per una vita lavorativa che crescere professionalmente insieme all&#8217;azienda che si sviluppa parallelamente. Ora purtroppo non è più così. Prima esistevano un vero attaccamento all&#8217;azienda, una passione, la voglia di &#8220;fare cultura.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli stipendi d&#8217;oro esistevano anche all&#8217;epoca?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;C&#8217;è una differenza fondamentale. All&#8217;epoca non esisteva la concorrenza. Gli stipendi megagalattici sono frutto della concorrenza. La Rai dovrebbe pagare meno di Mediaset? E perché?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lei presiede l&#8217;Apt (Associazione produttori televisivi ndr) dove figurano giganti dei format come Endemol, Freamantle Media e Magnolia, cosa pensa del dilagare delle produzioni esterne?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quello dei format e delle esternalizzazioni è un fenomeno non nazionale, ma mondiale. La nascita cioè di una industria audiovisiva al di fuori del broadcast. Negli Stati Uniti si è verificato un processo inverso: gli studios indipendenti hanno acquistato i broadcasters. In Italia l&#8217;industria dei produttori di contenuti è asfittica perché la normativa ha impedito che si sviluppasse. Nonostante i richiami in questo senso delle autorità europee noi manteniamo ancora una legislazione che favorisce il broadcast. L&#8217;esternalizzazione è una cosa diversa dall&#8217;acquisto dei format: la Rai esternalizza cose che farebbe meglio al suo interno. Ad esempio le interviste, intese come genere televisivo: che senso ha esternalizzare un&#8217;intervista? Altro discorso è quando una squadra di produttori e creativi mette insieme energie e risorse per un prodotto nuovo. Vede, molti sceneggiatori, produttori, i veri creativi, non accetterebbero mai di diventare interni Rai..&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lei ha un passato da dirigente aziendale ai massimi livelli, cosa pensa della gestione delle risorse in Rai?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non posso dare giudizi. <strong>Sono stato consigliere per pochissimo nel 2007 e la gestione Petruccioli/Cappon era eccellente. Una cosa su cui non ho dubbi è che le risorse del canone Rai sono scarse, in assoluto e ingiustamente. Vanno aumentate. Nel contratto di servizio c&#8217;è un elenco dei programmi che devono essere finanziati unicamente dalle risorse del canone, che però sono del tutto insufficienti, da anni.</strong> Per legge in questo caso il cda dovrebbe chiedere l&#8217;aumento del canone, non lo ha fatto perché fino a due anni fa gli introiti pubblicitari compensavano i mancati introiti del canone. Il sistema è entrato in crisi quando gli introiti pubblicitari non sono stati più sufficienti a coprire anche quei programmi che dovevano essere finanziati solo dal canone. I piccoli aumenti che ci sono stati sono del tutto insufficienti. Poi c&#8217;è un evasione spaventosa, che non si riesce a contrastare in modo efficace&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma perché un consumatore medio dovrebbe essere contento di finanziare reti che nel sentire comune non trasmettono una informazione libera né programmi di vera utilità pubblica?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Gli ascolti della Rai sono eccellenti. <strong>I consumatori comuni non pensano quello che dice lei. Sono i giornali che forniscono queste riflessioni all&#8217;opinione pubblica qualificata. I giornali d&#8217;altronde fanno questo perché considerano la Rai come una concorrente.</strong> Ma il consumatore medio non ha una percezione così negativa della Rai, gli ascolti sono sempre altissimi. Quindi c&#8217;è da spiegare la divergenza tra gli ascolti alti e l&#8217;atteggiamento critico&#8230;questa è una cosa su cui si dovrebbe riflettere&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che risponde a chi dice che non c&#8217;è più etica né nei contenuti né nella gestione?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Etica&#8230;ma quale etica&#8230;<strong>l&#8217;etica civica si è persa nel Paese non in Rai, ed è inutile chiedersi perché</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come vede le proposte per una possibile riforma della Rai?</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Io partirei dal progetto Gentiloni, che preparò una un riforma della legge Gasparri in cui c&#8217;era il tentativo di mettere delle intercapedini tra la politica e la Rai. La prima emergenza è mettere fine all&#8217;appartenenza, ma direi anche un&#8217;altra cosa: mettere fine alla ricerca spasmodica dell&#8217;audience, perché che importa se si va sotto una volta, si andrà sopra la prossima volta</strong>.. Una cosa che rimpiango ad esempio è che la Rai abbia rinunciato ai programmi culturali &#8230; non capisco perché bisogna cercare l&#8217;audience a tutti i costi anche nella fascia oraria dopo le 22.30&#8230;questa assenza di ricerca nella cultura la trovo davvero ingiustificata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*il grassetto è di nandocan</strong></p>
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		<title>Le ferie al tempo della crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensando in versi]]></category>

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		<description><![CDATA[Agosto/ mi sposto/ mi cerco un bel posto/ però a basso costo/ albergo modesto/ un letto e un buon pasto/ ragù o fritto misto/ caffè e tenga il resto/ Marina di Vasto/ riposo del giusto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10628" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10628"><img class="alignleft size-full wp-image-10628" style="margin: 1px 3px;" title="fritto mistoright" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/08/fritto-mistoright.jpg" alt="" width="75" height="75" /></a>Agosto/</p>
<p>mi sposto/</p>
<p>mi cerco un bel posto/</p>
<p>però a basso costo/</p>
<p>albergo modesto/</p>
<p>un letto e un buon pasto/</p>
<p>ragù o fritto misto/</p>
<p>caffè e tenga il resto/</p>
<p>Marina di Vasto/</p>
<p>riposo del giusto.</p>
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		<title>Sandra Bonsanti: caro Giuliano, che vergogna</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 11:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[la parola a..]]></category>

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		<description><![CDATA[29 luglio 2010* &#8211; Caro Giuliano, ti scrivo queste due righe col cuore oppresso da tristezza e sgomento. So che la mia pena è del tutto personale e che non cambierà nulla degli atteggiamenti che ti contraddistinguono in questa fase della nostra storia. Eppure non posso fare a meno di rivolgermi a te, nel nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-10594" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10594"><img class="alignleft size-full wp-image-10594" style="margin: 1px 5px;" title="Giuliano Ferraralead" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/07/Giuliano-Ferraralead.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><strong>29 luglio 2010*</strong> &#8211; Caro Giuliano, ti scrivo queste due righe col cuore oppresso da tristezza e sgomento. So che la mia pena è del tutto personale e che non cambierà nulla degli atteggiamenti che ti contraddistinguono in questa fase della nostra storia. Eppure<strong> non posso fare a meno di rivolgermi a te, nel nome di un’antica parentela e amicizia.</strong> Ieri sera, leggendo i resoconti della conferenza stampa di Verdini (e vedendoti al Tg1, acceso solo per seguire come avrebbero dato la notizia) ho pensato a Giovanni, tuo zio, e a Mario, tuo nonno. Agli amici ho mandato un sms per dire: per fortuna che Giovanni non c’è più….</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tuo nonno. Mentre aggredivi diffamandola Claudia Fusani, colpevole solo di fare domande, quelle “vere”, ho pensato alla vita giornalistica di Mario, interrotta brutalmente dal regime fascista e poi destinata a proseguire quasi clandestinamente con Giovanni Amendola alla vigilia del suo assassinio</strong>. Alla fine della guerra, proprio per ricordare Amendola, Mario Ferrara raccontò in uno splendido intervento (poi pubblicato sul Mondo di Pannunzio) cosa fosse un giornale e come la sua vita sia legata inscindibilmente con la verità: i guasti che i diffusori d’inganni possono produrre sono gravi e possono portare alla fine della libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da quello che capisco, tu preferisci ai liberali scomodi e minoritari di allora gli spiriti piduisti, preferiresti la compagnia di fratelli nella P2 come Calvi o Sindona o Gelli. O Silvio Berlusconi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni tu lo hai conosciuto bene. Sapeva anche essere impulsivo secondo il temperamento focoso di voi Ferrara. Ma aggredire una giornalista che sta facendo il suo mestiere, diffamarla sulla base di insinuazioni volgari, Dio, che pena… Che vergogna, caro Giuliano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu, di liberale non hai assolutamente niente, non sai cosa significhi libertà se non quella che è cara al tuo capo e cioé la libertà d’insulto e di fare quello che piace e serve a se stessi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso alle cose che diceva tuo padre, che pure non veniva da una scuola di libero pensiero. Penso ai tanti amici che si riunivano in via dell’Orso, penso sì a un pezzo della mia vita e soffro per te. Sbaglio, non ho alcun titolo per sentirmi così offesa e scusa questa intrusione nella tua vita. Cercherò di non farlo più. Sandra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*dal sito di Libertà e Giustizia</strong></p>
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		<title>Berlusconi e Fini: il duello. E i 100 giorni dell&#8217;Osservatorio</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di DENTRO LE NOTIZIE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 30 LUGLIO 2010 &#8211; Cento numeri. Ed ora un mese di pausa, per prepararci alla versione definitiva dell’Osservatorio Tg dal primo di settembre. Quando abbiamo cominciato, il quadro politico era completamente diverso da quello attuale. Segno che in 100 giorni possono cambiare molte cose. Poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di DENTRO LE NOTIZIE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 30 LUGLIO 2010 &#8211; Cento numeri. Ed ora un mese di pausa, per prepararci alla versione definitiva dell’Osservatorio Tg dal primo di settembre. Quando abbiamo cominciato, il quadro politico era completamente diverso da quello attuale. Segno che in 100 giorni possono cambiare molte cose. Poco è cambiato, invece, nei media, fra i giornalisti, coloro che dovrebbero essere i cani da guardia del potere. Non è cambiato il direttore del Tg1 Minzolini, i cui editoriali abbiamo narrato e che sono apparsi sempre nel momento del “bisogno” per un premier ed una maggioranza con qualche problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è cambiato il Tg4, che anche nella giornata odierna attacca Fini, se possibile, con una virulenza addirittura maggiore di quella di Silvio Berlusconi. <strong>E’ cambiato il Tg del La7, che da qualche settimana ha una nuova impronta</strong>. Quella di Mentana, che ha sostituito Piroso alla guida del Tg del terzo polo televisivo. <strong>Abbiamo visto il buon Tg3 di Bianca Berlinguer, abbiamo più volte considerato completo e buono il Tg2 di Orfeo e il Tg5 di Mimun</strong>. Per Studio Aperto vale, purtroppo, la percezione di un Tg di intrattenimento, che lascia tanto spazio al gossip e poco all&#8217; informazione. Ma 5 Tg su 7 sono stati sempre pronti a offrire il proprio spazio alla politica, e in particolare alla politica del governo e della maggioranza. Abbiamo visto “pochi” esteri nei Tg, abbiamo notato una scarsa presenza dei fatti sociali, di temi quali il lavoro, l’ambiente, i consumi. Eccetto quando la notizia su questi argomenti era talmente grande da non poter essere messa in un angolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi, lo stigmatizziamo, ci sono stati i Tg dei “pompieri”. Tg4 e Tg1 in primo luogo. Buttare acqua sul fuoco di una politica sempre più discussa nelle aule di tribunale, non per volontà dei magistrati ma in virtù di politici immischiati in scandali via via sempre più importanti.</strong> Dalle case di Scajola ai rapporti con la criminalità organizzata, agli scandali della Protezione civile, a quelli, ultimi, della cricca della P3. Acqua sul fuoco, per spegnerlo andando alla ricerca di altri colpevoli: i giudici, parte dell’informazione, le opposizioni politiche che, per Fede, sono sempre comuniste, come quando  annunciò  –  la battuta meriterebbe una presenza a Zelig –  “Polemiche per le commemorazioni di Palermo per colpa delle agende rosse e comuniste di Paolo Borsellino”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi 100 giorni, raccontandovi i Tg, vi abbiamo raccontato anche le notizie non date, o quelle date male e quelle manipolate. Facendo, noi giornalisti di Reporter Senza Rete, per lo più precari, freelance e senza garanzie, i cani da guardia dei cani da guardia. Un lavoro che, in una democrazia sana e compiuta, non ci dovrebbe essere.</strong> Ma questa è l’Italia. Un’Italia che però è riuscita a trovare la forza, civica e politica, di bloccare una delle leggi più illiberali che sia stata pensata dall’epoca dello Statuto albertino: il Ddl sulle intercettazioni, rimandato a settembre per le proteste. Noi ci saremo per raccontarvi anche quel che sarà del Ddl intercettazioni alla ripresa dei lavori parlamentari. Magari con un osservatorio Tg in video, che vuole essere il nostro obiettivo settembrino.</p>
<h4 style="text-align: center;">L&#8217;ANALISI DI OGGI</h4>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda questa sera, due le notizie principali anche se<strong> la politica, con la separazione tra Fini e Berlusconi, occupa la metà del tempo dei notiziari (ottimo il lavoro de La7 che ricostruisce con oggettività le ultime 24 ore).</strong> Politica, dunque, in apertura per tutti i Tg, tranne che per Studio aperto, che sceglie l’Afghanistan, anche perché era in onda proprio nel corso della cerimonia funebre di Roma per i due militari. Non c’è molto altro da segnalare nei Tg, se non un ampia pagina di notizie diverse sul <strong>Tg3 che si occupa della vicenda Vendola e Tremonti “La Puglia come la Grecia”,</strong> per intenderci e della storia di <strong>Ahisha, la ragazza afghana condannata alla mutilazione dei Talebani</strong> perché, stanca degli abusi, se ne voleva andare di casa. Segnaliamo che <strong>il Tg2 è l’unico giornale che parla del via alla sperimentazione, negli Stati Uniti, dell’utilizzo delle staminali prelevate da embrioni sugli essere umani</strong>; il Tg5 che parla della <strong>visita di Obama alla Chrysler</strong> di Marchionne a Detroit (anche il TgLa7) e delle <strong>perizie sul Dna del caso Claps che sembra scagionare Restivo</strong> (anche su TgLa7). Chiude l’esodo estivo, sotto la pioggia, con un Tg1 che si prende la briga di consigliare – fin dai titoli – quali sono le mete e i consigli vacanzieri per i single. <strong>Ilary Blasi spopola a New York e Mosca. Ce lo dice, in chiusura di titoli, il Tg5</strong>… del resto, ogni scarrafone è bello a mamma soja, anche se la bellezza di Ilary, in questo caso, non è in dubbio. Ma resta pure una “punta di diamante” delle reti mediaset che va, giustamente, premiata.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h3 style="text-align: center;">Il Commento di Giuseppe Giulietti, Portavoce Articolo 21 Liberi di</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Venerdì 30 luglio: centesimo numero dell’OSSERVATORIO TG, nato da “un’idea” di Articolo 21. Abbiamo in linea Giuseppe Giulietti, che di Articolo 21 è il Portavoce. Per prima cosa: un bilancio di questa iniziativa.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un’iniziativa riuscita. Ha coperto un buco. Ogni giorno scova qualcosa che non va, qualche notizia che è stata oscurata. Un’iniziativa di servizio e soprattutto non demagogica, non di protesta. Voi che la animate segnalate anche quello che”funziona”, e avete il coraggio di segnalarlo anche quando una testata  non è “amica” e magari è di proprietà del Presidente del Consiglio. Questo deve essere l’Osservatorio: non propaganda, ma fornire fatti affinchè ciascuno possa formarsi una libera opinione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono stati mesi molto importanti, quasi “autoreferenziali” per l’Osservatorio, per il tema informazione. Quasi simbolicamente questa prima fase del nostro lavoro si conclude a poche ore dalla decisione dalla “messa in soffitta” del ddl Alfano. Che vicenda sarà a settembre, alla ripresa anche per l’Osservatorio, quella che ci aspetta nel dibattito sull’informazione?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà una straordinaria battaglia per la libertà,  anche l’Osservatorio ha contribuito a questa prima vittoria. Ora non bisogna arrendersi, perché quella di  Berlusconi è l’idea dell’oscuramento e del bavaglio. E persino nei giorni di agosto bisognerà stare in guardia.  A settembre bisognerà darsi il traguardo di affossare una pessima legge, pericolosa non per i giornalisti ma per tutti i cittadini. E credo che l’Osservatorio potrà aiutarci ancora una volta in questa battaglia”.</p>
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		<title>Lo scontro Fini-Berlusconi manda in &#8220;soffitta&#8221; il ddl intercettazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 29 LUGLIO 2010- Anche questa sera, ed è la seconda volta in pochi giorni, le stesse aperture in quasi tutti i telegiornali serali. Lo scontro Fini Berlusconi, giunto ormai all’epilogo, è il piatto forte nelle scalette. Non solo, la questione è oggetto di titoli ulteriori  in più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 29 LUGLIO 2010-</strong> Anche questa sera, ed è la seconda volta in pochi giorni, le stesse aperture in quasi tutti i telegiornali serali. Lo scontro Fini Berlusconi, giunto ormai all’epilogo, è il piatto forte nelle scalette. Non solo, la questione è oggetto di titoli ulteriori  in più di una testata e di un nuovo editoriale del direttore del Tg1, Minzolini, il quale afferma che questa nuova fase potrà dare  maggiore chiarezza all’intero quadro politico. Fa eccezione Studio Aperto che apre con l’attentato di ieri in Afghanistan, ma subito dopo si immerge nel mare agitato della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questa sera la pagina politica è stata raccontata in maniera completa. Piccola sbavatura, ma ormai ci siamo abituati, per il Tg4, con Emilio Fede che invita a parlare dell’argomento soltanto il senatore del Pdl Quagliariello, in diretta telefonica da palazzo Grazioli.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle altre notizie in scaletta, spiccano in tutti i telegiornali le ricostruzioni dell’attentato di ieri a Herat e i servizi sulla partecipazione commossa di parenti e amici dei due militari morti. Tutti, ad eccezione di Studio Aperto, Tg4 e Tg La7, riferiscono sulla questione Fiat Pomigliano e sulla costituzione della new company. Soltanto nel Tg3, invece, si dà notizia del sit-in di protesta davanti a Montecitorio indetto dalla Federazione nazionale della stampa per  il ritiro del disegno di legge sulle intercettazioni. Ne parleremo nello spazio-commento  con il segretario del sindacato dei giornalisti Franco Siddi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nel telegiornale di Italia Uno non può stupire il solito servizio conclusivo sulle maggiorate rifatte ( che stavolta si dichiarano pentite per l’abuso del bisturi  sul loro corpo), cosi come crediamo che non potesse mancare il solito servizio sul clima da parte del solito Fede, avremmo fatto volentieri a meno del titolo del Tg3,  testata che offre quasi sempre chiusure di ben altro spessore, sui siti internet che offrono amici in affitto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h3 style="text-align: center;">Il commento di Franco Siddi, presidente FNSI</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>( intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Franco Siddi, si parla in queste ore del rinvio a settembre per il voto alla Camera sul ddl Alfano. Come valutate questo fatto  in questa giornata caotica per la politica ?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“È un risultato comunque positivo; appartiene al caos della politica di questi giorni, come hai detto. Appartiene sicuramente molto alla mobilitazione che c’è stata, a quella che abbiamo messo in campo da mesi, senza cedere d’un millimetro, segnalando all’opinione pubblica i valori, i patti di convivenza che erano infranti, mentre vedevamo la situazione incancrenirsi. La popolazione ha reagito, ha risposto (anche molta parte di quell’elettorato che sostiene la maggioranza che voleva questo disegno di legge). Questo disegno di legge è in parte cambiato nel corso del dibattito alla Camera; evidentemente c’è ancora altro da fare; evidentemente il Parlamento ha ripreso un po’ a fare politica … come non capitava da qualche tempo.”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Paura passata? Tutto a posto?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ Non possiamo illuderci che siano a posto le cose. Siamo qua per questo: per non abbassare la guardia su questa legge come per altre leggi. Pensiamo ai tagli all’editoria, un nuovo bavaglio all’informazione che attraverso la strangolamento di molte testate private delle risorse pubbliche, per le quali il Governo, lo Stato, avevano preso un impegno sancito dalle leggi. Quindi, siamo qua per dire che la libertà di stampa non è un bene che vale per un mese, ed il mese dopo no: vale sempre, e quindi va difesa e tutelata sempre. Quanto sta accadendo è un segnale positivo, nel senso che rimanda, sposta in avanti l’asticella del contrasto; al Senato alla Camera la legge ha avuto dei cambiamenti, ma dobbiamo  stare in campo per fare arretrare ancora questo disegno di legge ingiusto e sbagliato.”</p>
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		<title>A proposito della Fiat: una lezione di neo-liberismo post-moderno</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 29 luglio - di Anonimo 2010  Dobbiamo convivere, d&#8217;accordo, ma dobbiamo in coscienza riconoscere che l&#8217;economia di mercato è una strana cosa. Quando Marchionne annuncia che la produzione della &#8220;Fiat multipla&#8221; e della &#8220;Lancia&#8221; sarà tolta da Mirafiori e spostata in Serbia, assieme a 350 milioni di investimenti destinati in precedenza a Torino, solo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-10530" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10530"><img class="alignleft size-full wp-image-10530" style="margin: 1px 4px;" title="marchionnefiatfeature" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/07/marchionnefiatfeature.jpg" alt="" width="255" height="88" /></a>Roma, 29 luglio - di Anonimo 2010 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo convivere, d&#8217;accordo, ma dobbiamo in coscienza riconoscere che l&#8217;economia di mercato è una strana cosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando Marchionne annuncia che la produzione della &#8220;Fiat multipla&#8221; e della &#8220;Lancia&#8221; sarà tolta da Mirafiori e spostata in Serbia, assieme a 350 milioni di investimenti destinati in precedenza a Torino, solo una minoranza critica ha registrato che contestualmente a questo annuncio &#8211; che rischia di fare perdere il posto di lavoro a migliaia di lavoratori, per niente equilibrati nei diritti dall&#8217;ingresso di lavoratori serbi &#8211; il titolo Fiat fa un balzo del 7% ! Ripeto 7% !</strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Ecco allora qualche riflessione neo-liberista post-moderna: </h4>
<p style="text-align: justify;">Uno dei pochi poteri forti in giro per l&#8217;Europa :</p>
<p style="text-align: justify;">a) <strong>non solo</strong> dimostra di essere un potere centralizzato analogo allo statalismo;</p>
<p style="text-align: justify;">b) <strong>non solo</strong> fa capire che le conoscenze non sono per niente diffuse socialmente, ma concentrate nei suoi uffici studi e nei suoi programmi;</p>
<p style="text-align: justify;">c) <strong>non solo</strong>, in assenza della Politica, pianifica e decide in autonomia il destino della crescita assieme a quello di tante famiglie, come faceva il &#8220;vecchio stato&#8221; socialdemocratico;</p>
<p style="text-align: justify;">d) <strong>non solo</strong> dimostra di possedere un potere sociale notevolmente maggiore di tutti gli altri poteri collaterali smentendo il pluralismo ;</p>
<h4 style="text-align: center;">MA </h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>accetta di buon grado l&#8217;intervento delle Stato che tanto detesta, se è vero come è vero che Belgrado &#8220;aiuta&#8221; l&#8217;operazione con 250 milioni, e se è vero come è vero che non disdegna il contributo di 400 milioni di soldi pubblici forniti dalla Banca europea d&#8217;investimenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna scandalizzzarci e demonizzare la Fiat? No, bisogna solo essere consapevoli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nei tg di ieri sera aperture diverse, ma una costante: il 39° suicida in carcere non è una notizia</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 27 LUGLIO 2010 &#8211; Questa sera le aperture dei telegiornali sono quasi tutte diverse, con l’unica eccezione di Tg3 e Tg2 che decidono di aprire con l’avviso di garanzia al sottosegretario Caliendo. Per gli altri scelte differenti nell’impaginazione del primo titolo. Andiamo per ordine d’orario. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-10406" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10406"><img class="alignleft size-full wp-image-10406" style="margin: 1px 3px;" title="carcere suicidi" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/07/carcere-suicidi.jpg" alt="" width="75" height="73" /></a>di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 27 LUGLIO 2010 &#8211; Questa sera le aperture dei telegiornali sono quasi tutte diverse, con l’unica eccezione di <strong>Tg3 e Tg2 che decidono di aprire con l’avviso di garanzia al sottosegretario Caliendo</strong>. Per gli altri scelte differenti nell’impaginazione del primo titolo. Andiamo per ordine d’orario. Alle 18.30 Studio Aperto apre ancora con <strong>la tragedia di Duisburg</strong>, alle 19 il Tg4 con il voto di <strong>fiducia sulla manovra</strong>, il Tg3, sempre alle 19, come abbiamo già detto con la vicenda Caliendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i tre telegiornali delle 20 abbiamo invece <strong>gli arresti di ‘ndrangheta in Calabria</strong> per il Tg1, fatto che troviamo anche all’interno dei titoli di Studio Aperto, Tg5 e Tg La7 con sottolineatura sulle dichiarazioni del premier sui successi del governo nella lotta alla malavita organizzata; il Tg5 sceglie invece come argomento d’apertura <strong>la Fiat</strong> con la creazione della New Company per Pomigliano, il telegiornale de La7, tra l’altro unico Tg che ne parla nei titoli, con il commissariamento disposto dalla Banca d’Italia per<strong> il Credito Cooperativo Fiorentino</strong> presieduto fino a ieri dal coordinatore del Pdl <strong>Denis Verdini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo voluto evidenziare questa diversità nelle aperture perché è la prima volta che accade da quando abbiamo iniziato le puntate di questo osservatorio</strong>. Sarà una nuova tendenza? Lo vedremo nei prossimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto registriamo che <strong>la notizia del trentanovesimo morto per suicidio nelle carceri italiane, non è stata trattata da nessuna testata televisiva</strong>. La vicenda è apparsa solo sui siti online di quotidiani e blogger italiani. Ne parleremo nello spazio commento di oggi con Riccardo Arena responsabile della trasmissione Radio Carcere di Radio Radicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed infine vi diciamo che <strong>Studio Aperto dopo averci fatto sapere ieri che nella campagna inglese è stato inaugurato uno splendido resort a cinque stelle per gatti, oggi ci racconta che vicino Roma è stata aperta una meravigliosa beauty farm per cani con musica classica e trattamenti alle erbe</strong>. Ma siamo sicuri che fido ne sarà soddisfatto?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h3 style="text-align: center;">Il Commento di Riccardo Arena, curatore di “Radio Carcere” (Radio Radicale)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La trentanovesima vittima del sistema carcerario italiano del 2010 è stata seppellita, per così dire, dall’indifferenza generale; ha avuto difficoltà ad uscir fuori anche nei siti. Abbiamo in linea Riccardo Arena, che invece da otto anni, per Radio Radicale cura “Radio Carcere”. Quindi un collega che da anni segue l’evoluzione, o per meglio dire l’involuzione di questi dati di cronaca che riguardano il sistema carcerario. Prima di tutto, Riccardo, la situazione sta peggiorando? E se si, da quando?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ La situazione sta peggiorando <strong>da circa un anno e mezzo</strong>, un lento ed inesorabile declino che ha lasciato indifferente soprattutto la politica del Governo, che avrebbe la responsabilità di gestire anche le carceri italiane.”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In Italia per ogni suicidio che avviene fuori dalle carceri, più di nove sono all’interno delle prigioni; questo è un dato tutto italiano, perché in Europa le statistiche non sono così aberranti. Alla base c’è sicuramente il sovraffollamento, ma basta il sovraffollamento a spiegare questa moria?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ <strong>L’Italia in effetti ha un tasso di suicidi molto elevato rispetto agli altri paesi europei,</strong> e questo ce l’ha confermato ai microfoni di Radio Radicale <strong>Mauro Palma, che è Presidente del Comitato di Protezione dalla Tortura del Consiglio d’Europa, il quale ha confermato (cosa che l’onorevole Alberti Casellati, sottosegretario alla giustizia, non sa) che l’Italia è il secondo paese dove ci si uccide di più</strong>. Ma perché ci si uccide? Ci si uccide, certamente, per il sovraffollamento, ma <strong>anche per il degrado delle strutture penitenziarie. Pensate: vivere in 6, 7, 8 persone all’interno di celle non più grandi di 7 metri quadri e rimanere lì, chiusi per 22 ore al giorno, tra topi, sporcizia, scarafaggi e violenza. Questa non è neanche vita detentiva, questa è non vita, una non vita che induce al suicidio.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Veniamo ai media: l’opinione pubblica si fa o si disfa attraverso l’attenzione che la televisione dedica, o non dedica, a determinati argomenti. In questo caso, dal punto di vista di chi osserva il fenomeno da anni, come si stanno comportando i media italiani, soprattutto l’informazione dei TG?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“ I media italiani e soprattutto i telegiornali si occupano del carcere così come si occupano della politica: con una certa indifferenza; è un tema che interessa poco …</strong> ed invece è un tema che interessa molti: non solo i sessantottomila detenuti, ma anche tutte le famiglie, e poi è importante<strong> informare i cittadini su come viene eseguito un provvedimento che è frutto di un potere sovrano dello stato</strong>. In questo anno e mezzo, quando la situazione andava sempre via via a peggiorare, noi ci eravamo più volte augurati che l’informazione in tempo informasse i cittadini e la politica sul disastro annunciato che stavano diventando le carceri, ed invece è stato il silenzio più assoluto. <strong>Potremmo dire che l’informazione in questo anno e mezzo non si è occupata di carcere, ma se ne occuperà il 15 agosto, quando purtroppo, è facile prevedere, scoppieranno le rivolte in carcere; ecco: quell’informazione che arriverà ad agosto sarà un informazione tardiva</strong> .”</p>
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		<title>Wikileaks sfonda non solo sul NYT. Anche i tg “nostrani” si accorgono della rete</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 26 LUGLIO 2010 &#8211; La tragedia di Duisburg il giorno dopo. A parlare è l’amica della ragazza bresciana morta nella calca del Love parade. L’intervista alla giovane è in apertura nei titoli di tutti i telegiornali Mediaset, Studio Aperto, Tg4 e Tg5, per la Rai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 26 LUGLIO 2010</strong> &#8211; La tragedia di <strong>Duisburg</strong> il giorno dopo. A parlare è l’amica della ragazza bresciana morta nella calca del Love parade. L’intervista alla giovane è in apertura nei titoli di tutti i telegiornali Mediaset, Studio Aperto, Tg4 e Tg5, per la Rai è invece il Tg1 a metterlo come primo titolo, mentre <strong>per il Tg3, il Tg2 ed il telegiornale de La7 il fatto lo ritroviamo rispettivamente come sesto, terzo e quarto titolo. Queste ultime tre testate scelgono di dedicare l’apertura alla politica: il Tg3 ed il Tg2 con le dimissioni di Verdini da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino, mentre per il notiziario de La7 i primi tre titoli sono riservati alle ultime dichiarazioni di Fini sulla questione morale, alla questione Verdini all’interno del Pdl ed alle esternazioni di Bossi su iva e irpef, tasse che per il leader della Lega dovranno andare nelle casse di regioni e comuni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la nostra attenzione è tutta concentrata su un caso che arriva da oltreoceano e rilanciato da tutte le agenzie e dai principali siti e blogger italiani. E’ il caso del<strong> portale internet Wikileaks</strong>, il quale ha rivelato all’americano New York Times, all’inglese Guardian ed al tedesco Der Spiegel il contenuto di <strong>documenti riservati del Pentagono sul conflitto in Afghanistan, dove sono evidenziati abusi commessi dalle truppe della Nato nei confronti dei civili</strong>. La notizia la troviamo come secondo titolo nel Tg1 e nel Tg2, come quinto titolo nel Tg3. Nello spazio commento approfondiremo l’argomento con Arturo Di Corinto blogger ed esperto di rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi invece vorremmo sottolineare una frase del fondatore di Wikileaks che a tal proposito dice:”E’ compito del buon giornalismo parlare degli abusi di potere, e quando gli abusi di potere sono messi in luce c’è sempre una reazione contraria”. Vedremo nei prossimi giorni se e come il giornalismo italiano saprà approfondire la vicenda, visto che in quelle operazioni erano coinvolte anche truppe italiane. Anche perché <strong>pare che in uno di questi report si parli dell’ospedale di Emergency.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto ci consoliamo con Studio Aperto che ci informa nei titoli che è stato inaugurato nella campagna inglese un resort a cinque stelle per gatti e con Emilio Fede che ci fa sapere che sulle nostre spiagge il topless è in crisi. Colpa forse dei bisturi dei chirurghi estetici?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h3 style="text-align: center;">Il Commento di Arturo Di Corinto, blogger ed esperto di rete</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Arturo Di Corinto, ma cosa ha combinato Wikileaks, mettendo alla berlina operazioni, operatori, servizi segreti e interventi nella guerra in Afghanistan, che da sei anni dura senza una prospettiva d’uscita?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ Wikileaks ha pubblicato <strong>novantadue mila documenti riservati che gettano una luce sinistra sul modo in cui è stata finora condotta la guerra in Afghanistan, sia da parte dell’amministrazione Bush che da parte dell’amministrazione Obama,</strong> anche se la Casa Bianca si è affrettata a ricordare che i documenti arrivano fino al 2009; in verità la cosa interessante è che nessuno ha smentito la veridicità di questi documenti, finora, e questo la dice lunga su quello che viene nascosto della guerra in Afghanistan.”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Facciamo un ipotesi: forse non solo Wikileaks possedeva questa documentazione; forse gli stessi grandi giornali mondiali: “New York Times”, “The Guardian” “Der Spiegel” avevano avuto in parte accesso a queste notizie; però la rete in questo caso è stata il detonatore di una notizia, che forse non sarebbe arrivata.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“ È esattamente così: la rete ed alcuni suoi strumenti specifici hanno consentito questa volta di dire quello che in genere è indicibile per molti giornali, anche paludati e di grande tradizione, cioè dire la verità.</strong> Devo dire che probabilmente c’è anche un alleanza di nuovo tipo tra un sito come Wikileaks e le grandi testate tradizionali: questa alleanza fa si che un giornale , un grande giornale,di grande tradizione non possa ignorare una notizia una volta che è trapelata; ma a quel punto ha anche la giustificazione per interessarsene, approfondirla, integrarla, scatenare i propri investigatori ed in propri inviati.<strong> Diciamo potrebbe essere un gioco a somma multipla, un gioco win-win, dove tutti quanti hanno da vincere; c’è questa inedita, presunta, possibile alleanza tra il web ( che non ha un palinsesto da rispettare, non ha una proprietà da blandire e quindi può pubblicare in lungo ed in largo quello che ritiene interessante, attraverso attivisti, operatori dell’informazione e cittadini qualsiasi) e poi i giornali ( che finalmente pungolati su temi di specifico interesse possono intervenire laddove hanno delle ritrosie, perché comunque legati a degli interessi importanti: anche quelli che riguardano l’interesse nazionale.)”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un altro accenno ad una notizia di oggi: l’Islanda ha creato uno scudo totale per la propria area d’intervento per quello che riguarda il Web da una parte, e l’Italia che, con il prossimo 29 luglio, si troverà ad affrontare alla Camera una legge che, bavaglio o non bavaglio alla stampa, mette comunque il bavaglio al Web.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ Esatto: <strong>nel disegno di legge sulle intercettazioni, così fortemente voluto da Berlusconi e la sua maggioranza per poter controllare i giudici e la stampa ( gli unici due contropoteri che sono rimasti all’arroganza della maggioranza che sostiene questo Governo), c’è un articolo di legge molto pericoloso: l’articolo 29, che impone l’equiparazione fra tra un sito informatico ( un blog, che produce informazione amatoriale) ed una testata giornalistica registrata.</strong> Che cosa significa? Questo obbligo di rettifica, previsto dall’articolo 29 della legge dice che: “ Un sito informatico, anche quello di un sedicenne deve pubblicare l’eventuale richiesta di rettifica da parte di chi si sente leso da parte di un informazione comparsa sul sito stesso entro 48 ore, e se non lo fa può essere <strong>multato fino a 12. 500 Euro</strong>. Questo dispositivo è stato ripescato dalla legge sulla stampa del 1948, quando Internet non esisteva, nè le piattaforme aperte a contenuto libero esistevano, e<strong> si vuole usare questo strumento per intimidire coloro che fanno produzione d’informazione amatoriale</strong>. Ecco:<strong> l’esempio di Wikileaks è azzeccatissimo; nel caso di una serie di siti scomodi che in Italia ci sono (penso ad esempio a Wikipedia.it, ma penso anche ad Openpolice.it che contiene il database della vita, dei fatti, di centotrentamila politici nostrani); penso che ogni tanto questi siti potrebbero offrire al pubblico delle informazioni scomode o non gradite, e quindi diventare bersaglio di ripetute richieste di rettifica, che porterebbero quei volontari che li tengono in piedi a smettere quella preziosa opera d’informazione</strong>.”</p>
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		<title>Gino Spadon: il comportamento del pidiellota</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[la parola a..]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sintesi pregevole  del comportamento del populista di fronte alle telecamere mi è parso di trovare nel testo che segue, pubblicato da Gino Spadon tra i commenti del forum di &#8220;Libertà e Giustizia&#8221;, tanto che ho pensato, in quanto &#8220;navigatore&#8221; e blogger, di copiarlo integralmente per nandocan. Non tutti i pidiellini, sia chiaro, sono dei pidielloti,  del resto non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-10264" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10264"><img class="alignleft size-full wp-image-10264" style="margin: 1px 5px;" title="Silvio Spadonlead" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/07/Silvio-Spadonlead.jpg" alt="" width="242" height="200" /></a>Una sintesi pregevole  del comportamento del populista di fronte alle telecamere mi è parso di trovare nel testo che segue, pubblicato da Gino Spadon tra i commenti del forum di &#8220;Libertà e Giustizia&#8221;, tanto che ho pensato, in quanto &#8220;navigatore&#8221; e blogger, di copiarlo integralmente per nandocan. Non tutti i pidiellini, sia chiaro, sono dei pidielloti,  del resto non sarà difficile individuare questi ultimi, seguendo le indicazioni di Spadon, a chiunque guardi abitualmente un telegiornale o un talk show. Chi poi volesse cimentarsi a descrivere con il medesimo garbo e senso dell&#8217;umorismo i comportamenti di altri gruppi politici può farlo liberamente nel commento.</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultimo numero dell’Espresso Umberto Eco ci informa che, nel sito di Libertà e Giustizia, Gustavo Zagrebelsky ha iniziato una rubrica aperta ai navigatori, sul &#8220;Lessico del Populismo&#8221;. Vorrei approfittare, in quanto &#8220;navigatore&#8221;, di questo diritto di parola per dire quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Accanto al linguaggio del populista ci sono i comportamenti del populista</strong> che discendono direttamente da due principi fondamentali più volte enunciati da Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">PRIMO: tener sempre presente che la cultura dell’elettore italiano non supera quella di un alunno di seconda media; SECONDO:  non dimenticare mai che ciò che conta non è dire il vero ma ciò che ha l’apparenza del vero.</p>
<p style="text-align: justify;">In base a questi principi il pidiellota dovrà, programmaticamente, opporre all’avversario, qualunque cosa egli dica, la fede nella “gggente”, che “ha capito tutto” e che quindi non si lascia ingannare. Egli otterrà così in un sol colpo due risultati: riscatterà la &#8220;gggente&#8221; dalla loro “ignoranza” e se ne farà portavoce. In questa veste egli dovrà, di fronte al suo competitore, tenere i seguenti comportamenti:</p>
<p style="text-align: justify;">- Scuotere nervosamente la testa in segno di denegazione .</p>
<p style="text-align: justify;">- Mostrare costernazione se allude al conflitto di interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ostentare sdegno irrefrenabile, se accenna ai processi contro Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Rinfacciargli, qualsiasi cosa dica, una visione ideologica e/o strumentale.</p>
<p style="text-align: justify;">- Roteare l’indice nei pressi della tempia se disconosce l’alto valore dell’azione governativa.</p>
<p style="text-align: justify;">- Inalberasi, a ogni piè sospinto, contro magistrati e giornalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">- Vantare la propria dignità (e superiorità) in quanto “eletto dal popolo”.</p>
<p style="text-align: justify;">- Decantare l’ “etica del fare” in contrasto con la fannullaggine dei politici di professione.</p>
<p style="text-align: justify;">- Celebrare l’Italia come un Paese “che studia, che produce, che lavora” e che occupa il “settimo/sesto/quinto  posto&#8221; (a scelta) nella graduatoria delle potenze industriali del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Magnificare come “epocale” ogni manovra governativa.</p>
<p style="text-align: justify;">- Evocare la necessità di &#8221;una politica “seria”, “rigorosa”, incentrata su programmi “concreti”, da attuarsi secondo scadenze “precise” e sulla base di quei disegni di legge già “depositati in Parlamento”.</p>
<p style="text-align: justify;">- Deprecare la mancanza di idee dell’opposizione che si “balocca” con “parole vacue” e nella richiesta di inutili “concertazioni” o di defatiganti “incontri al vertice”.</p>
<p style="text-align: justify;">- Esaltare i punti programmatici inderogabili, da attuarsi nei prossimi mesi, quali la riforma della giustizia, la riforma della Costituzione, la riforma della scuola, la riforma del fisco, la riduzione delle tasse, il rilancio dell’economia, l’incremento dell’occupazione, l’ammodernamento della scuola, l’incentivazione della ricerca, il sostegno alla “famiglia”, il rafforzamento della sicurezza e… quant’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso che non si riesca a controbattere gli argomenti dell’avversario sostenere con forza che “il punto è un altro”.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Napolitano torna a parlarne, ma il ddl intercettazioni “scompare” dalla Hit Parade dei tg</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[nessuna categoria]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 23 LUGLIO 2010 &#8211; Tanti i temi, questa sera nel menù dei titoli. TG4 e TG 5 scelgono di aprire su Berlusconi e Medvedev, Tg 2 e TG 3 sulla Fiat e sulla cerimonia del Ventaglio e, quindi con il Presidente Napolitano: Italia 1 sceglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEI TG DEL 23 LUGLIO 2010 &#8211; Tanti i temi, questa sera nel menù dei titoli. TG4 e TG 5 scelgono di aprire su <strong>Berlusconi e Medvedev</strong>, Tg 2 e TG 3 sulla <strong>Fiat</strong> e sulla cerimonia del Ventaglio e, quindi con<strong> il Presidente Napolitano</strong>: Italia 1 sceglie la cronaca, con il trittico di episodi doppio omicidio più suicidio in provincia di Lucca,stupro a Torino, <strong>sequestro dei familiari del vice ministro Urso nella villa in Sicilia</strong>. Ovviamente <strong>Emilio fede fa l’abbinata classica, caldo – Berlusconi</strong>, privilegiando con il primo titolo il Premier e gli applausi ricevuti a Milano nella passeggiata con il Presidente russo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un collegamento di Fede con le dichiarazioni di Napolitano, cogliendo però solo il riferimento alla vacuità delle discussioni sulla modifica del quadro politico. Un Fede comunque da record. Se ieri al caldo aveva dedicato 12 minuti in apertura, oggi Berlusconi, solleone e vacanze occupano più di 2 terzi del tg 4. <strong>La Fiat “serba” ed il pressing bipartisan della politica , come lo definisce nel primo titolo il Tg La 7, su Marchionne hanno spazio su tutti i tg.</strong> Dal tg 3 e dal Tg 2 segnaliamo una cronaca più completa della dichiarazioni di Napolitano: oltre allo sviluppo del quadro politico, le parti riguardanti il risanamento finanziario, l’esigenza di moralizzazione della politica e la necessità di fare piazza pulita dei corrotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed anche un elemento che fino a ieri ha inondato i tg, e che oggi li ha visti assai latitanti: a poche ore dalla votazione in commissione giustizia della Camera degli emendamenti al ddl intercettazioni<strong> la vicenda legge bavaglio sembra scomparsa.</strong> Di questo parliamo nel commento con il Presidente della FNSI Roberto Natale .</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione segnaliamo <strong>l’impaginazione alta su Tg3 e Studio Aperto della polemica che sta di nuovo investendo la chiesa cattolica</strong>, questa volta impegnata a consigliare ai sacerdoti omosessuali di abbandonare l’abito talare.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h3 style="text-align: center;">Il Commento di Roberto Natale, Presidente FNSI</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Natale, mentre ancora si studiano i dettagli degli emendamenti al testo ddl intercettazioni, quale è la valutazione della FNSI? Lo chiedo perché c’è un po’ di confusione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ Proviamo a diradarla questa confusione: <strong>la legge rimane la legge pericolosa che era dall’inizio, nel senso che era una legge pensata per rendere difficile ai limiti dell’impossibile il lavoro di magistrati e giornalisti</strong>. Quindi , molte cose rimangono nella legge che ne giustificano un giudizio pesantemente negativo; quello che è successo negli ultimi giorni è che la nostra battaglia, dove il nostra non si riferisce a noi giornalisti, ma a noi opinione pubblica, che in questi mesi si è data da fare parecchio in giro per l’Italia, urlando, gridando, proponendo contro il bavaglio misure civili: ecco, questa battaglia ha ottenuto dei risultati. L’udienza filtro ne è un po’ il simbolo, nel senso che<strong> siamo riusciti a far passare una proposta di cui pochissime settimane fa quasi nessuno parlava nelle aule parlamentari; la proposta è, a nostro avviso, un perfetto punto di equilibrio tra il diritto alla riservatezza, che se correttamente inteso è un valore anche per noi giornalisti ( dico “ correttamente inteso “perché il centrodestra ed il Ministro Alfano ne fanno un uso pretestuoso, propagandistico), tra il diritto alla riservatezza ed il nostro diritto/dovere di informare, cioè il diritto dei cittadini ad essere informati. Questo è successo, e non cambia il giudizio complessivo sulla legge, ma consente di allentare il bavaglio sull’informazione e vedere che la società civile può togliersi qualche soddisfazione perfino di questi tempi.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Già oggi sui media l’attenzione al tema sembra calata. Anche nell’analisi del discorso di Napolitano solo il TG 3 si sofferma sul</em> <em>tema degli strumenti da garantire a inquirenti e magistrati nell’equilibrio tra privacy e sicurezza dei cittadini.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Io credo che sia un vizio della nostra informazione a procedere talvolta per fiammate , a non seguire gli sviluppi di cose che pure ha tenuto in prima pagina fino al giorno precedente. Per quanto riguarda il disegno di legge sulle intercettazioni, anche io sono rimasto colpito dal fatto che per numerosi giornali questo tema, che fino all’altro ieri era il titolo d’apertura, è passato alle pagine interne. Non riesco a capirne le ragioni: forse c’è l’esigenza di capire bene come andrà a finire, ma  credo che questo disorienti i lettori ed i cittadini;<strong> quanto alle parole del Presidente della Repubblica io credo che oggi abbia fatto capire, nel suo stile, che c’è anche il lavoro fatto dal Quirinale</strong> nelle modifiche prodotte riguardo al testo nelle ultime settimane, in questi ultimi giorni; questo è bene che lo ricordiamo, perché talvolta montano polemiche sulle azioni del Presidente della Repubblica …”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come dire ”Non è tutta farina del sacco di Fini”, come qualcuno accredita.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“ Ci tengo un attimo a questa “farina del sacco di Fini” perché sicuramente non lo è! <strong>NON è tutta farina del sacco di Fini o dell’Onorevole Buongiorno. Con tutto il rispetto per queste figure istituzionali,  dobbiamo credere noi stessi alle cose che abbiamo detto in questi tempi sul ruolo che può avere la società. S’è visto che un opinione pubblica informata, combattiva, coordinata, ben articolata, può produrre dei risultati:</strong> non cadiamo in eccessi di politicismo o di istituzionalismo, perché se fosse vero che tutto si decide nel chilometro quadrato che c’è a Roma tra Camera, Senato, Palazzo Chigi e Quirinale … beh, allora per esser coerenti, chi ce lo fa fare di organizzare e partecipare a manifestazioni, se poi decide tutto la politica  istituzionale? Prendiamo atto delle vittorie che queste manifestazioni possono produrre.”</p>
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		<title>Israele, gli ebrei e la non violenza</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 19:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
				<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 23 luglio 2010. &#8211; Ho sempre saputo e creduto che quello tra gli ebrei di Israele e gli ebrei della diaspora fosse un rapporto complesso e talvolta  problematico, fin da quando nel lontano 1967, terminata da poco la guerra dei sei giorni, fui inviato da &#8221;TV7&#8243; a fare un lungo giro prima in Israele e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-10214" href="http://www.nandokan.it/?attachment_id=10214"><img class="alignleft size-full wp-image-10214" style="margin: 1px 5px;" title="muro israelefeature" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/07/muro-israelefeature.jpg" alt="" width="253" height="88" /></a>Roma, 23 luglio 2010</strong>. &#8211; Ho sempre saputo e creduto che quello tra <strong>gli ebrei di Israele e gli ebrei della diaspora</strong> fosse un rapporto complesso e talvolta  problematico, fin da quando nel lontano 1967, terminata da poco la guerra dei sei giorni, fui <strong>inviato da &#8221;TV7&#8243;</strong> a fare un lungo giro prima in Israele e nei territori occupati, poi nelle sinagoghe italiane ed europee, per raccogliere giudizi e opinioni sulle conseguenze dell&#8217;occupazione e sui possibili sviluppi. Quel lungo documentario (oltre un&#8217;ora di inchiesta), per il quale ebbi <strong>la collaborazione del grande giornalista del &#8220;Giorno&#8221; Umberto Segre</strong>, pur completato e apprezzato dai dirigenti RAI che lo visionarono più volte, non andò mai in onda e senza spiegazione alcuna, come a quei tempi spesso capitava. Non so neppure se la RAI ne conservi ancora una copia.</p>
<p style="text-align: justify;">Già allora il coinvolgimento intellettuale ed emotivo degli ebrei romani con Israele e la sua politica appariva assai più marcato che quello dei loro correligionari di Londra o Parigi. Col passare dei decenni, mentre quella che nel &#8217;67 sembrava un&#8217;occupazione militare provvisoria assumeva sempre più i connotati di una dura presenza coloniale, la posizione di gran parte degli ebrei italiani ha continuato e continua ad essere assai meno critica di quella di tanti israeliani pacifisti, più o meno famosi. Perché?</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è sembrato giusto cercare una risposta da loro e per questo ho preso a ricevere e leggere con una certa regolarità<strong> la newsletter  di &#8220;ITALIAEBRAICA&#8221;. L&#8217;ultima email riporta una polemica molto interessante, che riporterò integralmente per non essere accusato di parzialità. Prima però  vorrei citare  un articolo di Maria Carla Biavati,  pacifista italiana che fa parte dei &#8220;berretti bianchi&#8221;, appena uscito sul blog di  &#8221;Arcoiris -domani&#8221; .</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Contro i muri, ora ci sono i contadini palestinesi e i ragazzi di Israele</h3>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La non violenza &#8211;  scrive la Biavati -  è tornata a essere strumento di lotta politica, una risposta alle forze di occupazione. E <strong>sono sempre più numerosi i giovani che, sotto la stella di David, si uniscono alla lotta pacifica contro &#8220;il muro&#8221; dei contadini palestinesi</strong>&#8230;.da sei anni partecipo alle lotte non-violente condotte dagli abitanti paesani dei villaggi e li conosco uno per uno, giovani e meno giovani, sindaci e contadini, e conosco pure i volontari internazionali che vengono con me a prendersi le pallottole di gomma e i lacrimogeni a tutte le manifestazioni che vengono organizzate&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che la preoccupazione dei contadini privati dei loro campi che manifestano nei villaggi contro la  costruzione del muro sia anche quella di evitare di apparire strumentalizzati dall&#8217;alto. Il tentativo c&#8217;è stato, scrive ancora la Biavati, perché <strong>queste manifestazioni, in un momento di stallo e vanificazione di qualsiasi proposta di soluzioni politiche, sono ormai &#8220;l’unica base di protesta popolare sul terreno</strong>, e quindi i comitati importanti, come <em>Stop the Wall</em> hanno cercato di organizzarli e anche i politici dell’Anp (Autorità Nazionale Palestinese) si sono precipitati a offrire finanziamento e sostegno&#8221;.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>La <strong>Conferenza per la resistenza popolare nonviolenta di Bil’in</strong>, che si è svolta dal 21 al 24 aprile 2010, è  diventata un punto fondamentale per l’incontro di personaggi nazionali e internazionali a supporto della lotta non-violenta palestinese. Ad essa <strong>tutti sono stati invitati liberamente (e non in modo selettivo) a indicare strumenti e percorsi per continuare le proteste contro il muro. Non solo l&#8217;Onu e i rappresentanti dell&#8217;Anp, ma i rappresentanti di tutti i partiti politici, gli intellettuali e gli attivisti nazionali e internazionali.</strong> Anche gli invitati di <strong>Hamas</strong> hanno appoggiato la lotta non-violenta dei villaggi, fatta da giovani appartenenti al partito, senza simboli politici e senza violenza. Il loro rappresentante politico, riferisce la pacifista italiana, ha testualmente detto: &#8220;Nonostante le divisioni politiche insuperabili tra le nostre fazioni, i giovani che lottano disarmati con i loro corpi di fronte ai soldati israeliani stanno costruendo una coscienza comune che supera ogni divisione e ci danno la speranza di riuscire a ricostruire un’unità nazionale dal basso, insegnandoci un dialogo sincero che nelle segreterie non sappiamo più riconoscere&#8221;. <strong>I giovani israeliani che partecipano attivamente alla lotta nonviolenta, &#8220;nonostante non siano molti, sono in continua crescita, come anche i villaggi che si uniscono alle proteste del venerdì. Ed anche gli attivisti internazionali aumentano di anno in anno</strong>&#8220;.</p>
<p>Un mio amico israeliano, conclude la Biavati,  mi ha detto: &#8220;È soltanto qui che trovo la forza per continuare a vivere in Israele, qui ho capito che i palestinesi non ci odiano, e le loro radici profonde in questa terra possono diventare anche le nostre solo se riusciremo ad accettarli come i nostri fratelli più cari. La loro vicinanza e il riconoscimento che hanno per noi, mi aiutano a credere in uno stato unico per entrambi i nostri popoli, aperto al mondo e alle altre culture. Oggi sono quasi felice, dormo bene, mi sento protetto dall’affetto dei miei amici e mi basta&#8221;.</p>
<h3>Il Rav Di Segni e i linkers, italiani o residenti in Israele,  di &#8220;Italiaebraica&#8221;</h3>
<p><em>Chiedo scusa ai miei lettori per la lunghezza del testo di questa email che ho appena ricevuto e credo di dover pubblicare integralmente. Il dibattito che segue &#8211; se tale si può chiamare &#8211; mi pare già assai significativo di quanto ho scritto all&#8217;inizio. Ma sarò lieto di integrarlo con altri contributi della comunità ebraica italiana. </em><em>Chi intendesse approfondire ulteriormente la problematica dei rapporti tra ebraismo, sionismo e Stato di Israele, può leggere anche la &#8220;Lettera di dimissioni dal popolo ebraico&#8221; del professor Bertel Ollman, docente di dottrine politiche </em> <em>all&#8217;Università di New York, cliccando <a href="http://www.nandokan.it/?page_id=11041" target="_blank">qui.</a> (nandocan)</em></p>
<p><strong>Comincia Arnaldo Funaro dicendo</strong>: <strong>&#8220;Continuo a sentire anche dal Rav Di Segni* che &#8220;gli ebrei italiani,a ragione, sono i primi sostenitori di Israele&#8221;. Sarebbe il caso di aprire un dibattito su questo: non si può sostenere una politica a scatola chiusa. </strong>Ne va della sopravvivenza degli ebrei in tutto il mondo. Senza contare che<strong> io non mi sento affatto israeliano</strong>. Anzi. Chiudo con un pensiero che da sempre echeggia nella mia mente:&#8221;Un giorno israeliani e palestinesi vivranno nella stessa terra. Chi sopra, chi sotto&#8221;. Con amarezza. Arnaldo Funaro&#8221;.</p>
<p><strong>Risponde Arturo Calosso</strong>: &#8220;Leggo la nota del &#8220;non israeliano&#8221; Funaro . Non ci trovo nulla di anormale a non sentirsi tale ma sarei più&#8217; sereno se il non esserlo non voglia sottrarre <em>(sottintendere? ndr)</em> l&#8217;appartenenza alla<strong> affollata lista degli &#8220;ebrei buoni&#8221;, quelli che prendono le distanze perche&#8217; &#8220;non si sa mai &#8220;</strong> . Credo che si debba interpretare la nota di rav Di Segni come uno sprone a sostenere il progetto realizzato di una Patria politica per gli Ebrei , alla luce dei fatti storici che ci hanno preceduti per secoli . Oggi si dice che gli ebrei debbono tornare in Europa , 70 anni fa si diceva che dovevano andare in Palestina . Mi permetto di ricordare sinteticamente cosa ci diceva il nostro Maestro Dante Lattes z&#8217;l&#8217; all&#8217;inizio del &#8217;900 agli albori della ricerca di una collocazione per la &#8220;questione ebraica &#8221; in Europa: &#8230;.gli Ebrei debbono trovare la loro dimensione ed il coraggio di vivere dignitosamnete il loro ebraismo e l&#8217;appartenenza al Popolo Ebraico indipendentemente dai luoghi di residenza &#8230;&#8230;Da queste frasi ci sono circa 95/100 anni , sono passate due guerre mondiali ,c&#8217;e&#8217; stata la distruzione quasi totale degli Ebrei in Europa , c&#8217;e&#8217; stato lo Stato di Israele . Non tutti i governi di Israele possono piacere ma non per questo non lo si deve sostenere . Noi che siamo in diaspora non incidiamo sulla politica di quello Stato, non paghiamo le tasse, non facciamo il servizio militare , non mandiamo i nostri figli a combattere per la difesa dello Stato . Noi tutti sappiamo nel nostro intimo che la&#8217; potremmo trovare rifugio , meglio ricordarsene in buoni periodi che davanti ad una tragedia. Anche io non sono israeliano , tuttavia il legame che mi unisce ai fratelli in Israele non mi ottunde il cervello , sono pronto a criticare eccome ! Ma con i limiti della distanza e certamente per non iscrivermi alla lista degli &#8220;ebrei buoni&#8221; , quelli graditi a certi politici locali . Buona continuazione di estate . Arturo Calosso&#8221;.</p>
<p><strong>Ariel Paggi scrive</strong>: &#8221; Vorrei rispondere al sig Funaro. Io sono una persona vecchia; ho vissuto i tempi della persecuzione e la sua posizione mi ricorda quella degli ebrei che nei primi anni &#8217;40 erano ancora fascisti e davano agli ebrei la colpa delle leggi razziali. Israele è da tremila anni a questa parte quella realtà che ha sfatato tutti i miti anti-ebraici ed è una delle nazioni da cui dipende lo sviluppo civile e tecnologico del pianeta nonostante le difficoltà in cui è costretto a vivere. I Palestinesi sono oppressi da una dirigenza che da anni utilizza i fondi destinati alla popolazione per arricchire se stessi ( ricordiamo che ARAFAT era divenuto il quarto uomo più ricco del mondo e che il figlio di Abu Mazen accumula infinite ricchezze, i dirigenti di Hamas non sono da meno; la OLP è stata fondata dal Mufti di Gerusalemme zio di Arafat e collaboratore stretto di Hitler per il quale formò una legione Araba che combattè con i nazisti e collaborò alla realizzazione della shoà). In Palestina ed in Siria si rifugiarono molti criminali nazisti. Una consistente parte dei fondi destinati ai palestinesi è destinata per retribuire politici di tutto il mondo disposti ad essere loro alleati ( tra questi fetta consistente del PD che è passato dalle dipendenze dell&#8217;URSS a quella di ARAFAT e poi ANP). Tutte queste informazioni erano su tutti i giornali neglii anni 45-55 quando ancora non si parlava di popolo palestinese ma di popolazione palestinese dato che popolo significa gruppo di abitanti con una lingua, cultura e storia propria che i palestinesi non hanno, perché la loro residenza nell&#8217;area è per la maggior parte posteriore all&#8217;immigrazione ebraica e conseguenza di essa. Gli Arabi non sono mai stati numerosi a Gerusalemme; leggendo i libri di geografia scritti ai tempi dell&#8217;Impero Ottomano si può apprendere che la maggioranza era di ebrei e poi venivano i Cristiani; gli ebrei erano la maggioranza anche a Safed; gli Arabi erano costituiti soprattutto dai beduini e da poche migliaia di persone sparse ad Acco, Safed, Amman, Haifa, Betlemme e Nazaret, queste due abitate soprattutto da cristiani. Fino agli anni &#8217;20 la Palestina comprendeva anche l&#8217; attuale Trasngiordania chiamata così dopo quando gli inglesi che avevano sostituito i Turchi la donarono allo sceicco Abdullah. Uno stato palestinese separato dalla Transgiordania ha poco senso comunque deve essere preceduto dalla eliminazione della attula eclasse dirigente( incluso Hamas) corrotta e nazi islamica. Shalom, Ariel Paggi.</p>
<p><strong>Interviene David Pacifici:</strong> &#8220;Da israeliano ti dico che viste le tue cupe quanto discutibili previsioni sugli esiti dello scontro israeliano palestinese, se veramente ci credi, è tuo dovere darti da fare perchè i tuoi fratelli israeliani restino sopra e sotto ci vada qualcun&#8217;altro. Al di là di un obbligo morale credo che si applichi il &#8220;din rodef&#8221; (bloccare con ogni mezzo il potenziale uccisore di un innocente) quindi sei obbligato anche halachicamente (ma fattelo confermare da una autorità rabbinica). Quindi altro che dibattito: prima fai e poi discuti. David Pacifici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infine Daniel Segre</strong>: &#8220;Il sentirsi o non sentirsi israeliano e&#8217; un qualcosa che appartiene innanzittutto a chi vive qui&#8217; sia per nascita &#8211; come i miei figli &#8211; o per aliya&#8217; &#8211; come nel mio caso. Posso essere o non essere d&#8217;accordo con la politica di questo o quel governo, ma la mia identita&#8217; e fedelta&#8217; va a questo paese in cui vivo gia&#8217; da quasi 40 anni. Il volersi far vedere &#8220;diverso&#8221; dagli altri ,cosi&#8217; che non ti dicano cose che comunque pensano su Israele e sull&#8217;ebraismo, e&#8217; una vecchia storia del nostro popolo che da quando e&#8217; uscito dall&#8221;Egitto ha avuto dei &#8220;piagnoni&#8221; che si lamentavano con Mose&#8217; di non avere piu&#8217; cipolle e cocomeri e di voler tornare in Egitto perche&#8217; era meglio esser schiavi che morire nel deserto. Ci vuole un po&#8217; di fede (emunah) e sapere che gli altri se ti piace o non ti piace ti identificano con l&#8217;Ebraismo e con Israele. Per noi che viviamo qui&#8217; e i nostri figli &#8211; come noi &#8211; si fanno 3 anni di esercito e poi una trentina di milluim, le parole del Sig. Funaro, sono tristemente conosciute da altre epoche e sappiamo bene dove portino. Se il Sig. Funaro vuole sentirsi Italiano, Padano, Europeo, Internazionale o cosa preferisca a secondo del momento, si senta libero di farlo come e dove vuole , ma non pretenda anche che lo si debba coccolare, proteggere, e sostenere. Comunque sia si ricordi il Sig. Funaro che se parla cosi&#8217; e&#8217; perche&#8217; esiste Israele altrimenti sa lui molto bene dove sarebbe oggidi&#8217;. Nella speranza che il prossimo digiuno di 9 Av ci faccia ancor piu&#8217; riflettere sull&#8217;odio che ha portato alla distruzione del secondo Tempio e che con il Suo&#8217;aiuto, D. riconduca tutto il popolo ebraico disperso nel mondo al piu&#8217; presto alla sua terra. Shalom da Gerusalemme, Daniel Segre&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* Riccardo Di Segni è il Rabbino capo della comunità ebraica di Roma</strong></p>
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		<title>Minzolini: un altro piacere a Silvio per rilanciare il messaggio ai &#8220;fedeli&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 09:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nandocan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[osservatorio tg]]></category>

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		<description><![CDATA[di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEL 22 LUGLIO 2010 - Quando il capo di un partito, come preannunciato, avvia una campagna per rinsaldare base, quadri e vertici dell’organizzazione, quale spazio e collocazione hanno o debbono avere questi temi nei Tg? Bene. Oggi è partita la campagna d’agosto di Berlusconi con tanto di slogan: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di REPORTER SENZA RETE &#8211; I TITOLI DEL 22 LUGLIO 2010 </strong>- Quando il capo di un partito, come preannunciato, avvia una campagna per rinsaldare base, quadri e vertici dell’organizzazione, quale spazio e collocazione hanno o debbono avere questi temi nei Tg? Bene.<strong> Oggi è partita la campagna d’agosto di Berlusconi con tanto di slogan: “nel PDL tutto perfetto”; “furibonda campagna mediatica contro il partito” “operazione memoria per ricordare agli italiani i grandi risultati del Governo”. Ce ne siamo accorti fin dal mattino, quando il TG 1 , definendolo in pratica uno scoop, ha addirittura anticipato sul proprio sito il testo integrale del messaggio del Premier</strong>. Da qui polemiche a non finire.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei tg della sera apertura ancora una volta del Tg 1, del Tg 5 e, in chiave diversa del tg3, mentre il Tg la 7 lo colloca al quarto posto nei titoli e al secondo dei servizi. Anche il Tg 2 non si inginocchia alle dichiarazioni del premier, e dedica al messaggio un servizio a circa 5 minuti dall’apertura. Studio Aperto lo colloca in quarta posizione, mentre Fede è dilacerato da un dubbio; la fedeltà a Silvio – ed in effetti al Premier è dedicato il primo titolo, o la prosecuzione della campagna informativa sul caldo. Oggi sul Tg 4 vice il clima bollente, con più di 12 minuti in apertura dedicati al tema e declinati su tutti i continenti e le latitudini del’emisfero boreale.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, a parte il “tradimento di Fede”, chiamiamolo così, <strong>il capo della PDL ha ottenuto l’effetto voluto: i suoi slogan sono passati come notizia centrale per tutti o quasi i Tg. Ma ci chiediamo, &#8211; e ammettiamo che la domanda è retorica – tutto ciò è normale?</strong> Ne abbiamo parlato, nel commento, con Vittorio Roidi, uno dei massimi esperti di e studiosi di tecniche del giornalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto le infiltrazioni della camorra a L’aquila per la ricostruzione, le dichiarazioni di Marchionne contro il sindacato e la minaccia del trasferimento di produzioni in Serbia, ma anche il destino del Kossovo legittimamente indipendente come riconosciuto dall’ONU nonché l’immancabile pagina sul lavoro della Commissione Giustizia sul ddl intercettazioni, completano il puzzle dei titoli e dei primi servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h3 style="text-align: center;">Il Commento di Vittorio Roidi</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Intervista di Michele Cervo)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il capo di un partito annuncia la campagna d’agosto e giustamente i media se ne occupano. Ma gli spazi offerti alla notizia stanno nella routine di un giornalismo televisivo ordinario o c’è altro?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Credo che la domanda sia un po’ criptica, ma la risposta è abbastanza chiara. Il presidente del Consiglio che è capo anche del maggior partito di questo paese decide di dire una cosa, peraltro nemmeno originale perché la dice quasi tutti i giorni, e decide di fare un comunicato,però la dice nel sito della sua forza politica, anzi nel suo sito personale. E&#8217; una notizia o non è una notizia? Lo stabiliscono i giornalisti a seconda della loro sensibilità. Ripeto, non credo che sia una grande notizia perché mi pare che nella sostanza quello che Berlusconi dice non è una grande novità. Dipende se il direttore del Tg1 vuole essere del tutto simile al direttore del Tg5, perché una cosa che balza agli occhi è che Tg1 e Tg5 sono uguali e già questo è significativo. <strong>Ormai siamo di fronte al fatto che il Presidente del Consiglio che è proprietario di numerosissimi mezzi d’informazione ed è anche quello che li controlla perché mette i direttori di gran parte delle testate della Rai decide di usare i mezzi d’informazione in modo ancora più evidente, parossistico, esplicito, per sostenere le sue tesi. Questo è un paese in cui il capo del governo può fare e dire quello che vuole e ci sono numerosi mezzi d’informazione pronti a diffondere quello che lui dice”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si può parlare di una manifestazione di Raiset ai massimi livelli?</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Intanto in Italia <strong>c’è una legge che stabilisce cosa deve fare la Rai, da chi deve dipendere e quali sono le caratteristiche del servizio pubblico</strong>. La concessione viene data alla Rai perché deve fare informazione con certi parametri, con un certo equilibrio eccetera. Questo sembra oramai chiaramente violato. Quindi <strong>c’è un problema che riguarda la Rai e l’uso che della Rai fa la maggioranza di questo paese. Poi c’è invece un problema professionale, dei singoli giornalisti delle singole redazioni, che molto spesso si schierano apertamente e quindi spesso fanno i portavoce o poco più, senza offesa per nessuno, di questa o quella forza politica. In particolare del Presidente del Consiglio che chiaramente è il più potente di tutti”.</strong></p>
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